Dal mio angolino casalingo,
vedo, lassù, un ritaglio di cielo turchino, trapunto di foglie verdi che fan
contrasto con il giallo zafferano del gran palazzo seicentesco che si affaccia,
come il mio, su un cortile segreto dove io, quando il sole picchia d’estate
vado, per così dire, nel mio mare romano.
Dal mio angolino casalingo mi pare,
in quell’angoletto di colorata meraviglia, di ammirare tutta quanta la bellezza
dell’universo e, creatura (tornata creatura, figlia dell’uomo), ringrazio e m’inchino
davanti al piccolo, piccolissimo che si fa grande agli occhi miei, aperti per
privilegio divino alla legge leggera, semplice, vera che tutto regola in danza
di cosmo…
Io, quella legge, quel cosmo
ordinato e solenne provo a viverlo, in combattimento sereno, nel giorno in giorno, nell’ordine della mia
esistenza nuda, di gioia, dormendo quando il sole, in pigiama, chiude il suo
occhio di fuoco e la notte, silente, apparecchia la sua tavola di stelle
lucenti. E così, lo stesso, quando cucio le mie bennibag, ecco che il mio cosmo
segreto si fa fiori e righe e ricami e
fiori di lana, e poi se ne va, benedetto, in giro per il mondo, nel suo chic
quotidiano…

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