Per caso, ma proprio
per caso (ché la televisione la guardo di rado) sono inciampata, ieri sera, all’ora
del desinare mentre preparavo il risotto ai funghi, su Blob, che taglia e cuce
tanto dell’assurdo via etere per cucinarlo in una paella tv che va in onda
proprio all’ora di cena. Un occhio a mescolare il brodo, un occhio al video, eccoti
comparire l’ex sindaco Marino a una certa conferenza stampa del giorno appena
concluso. Lo guardo e, nel guardarlo, rivedo tutto lo strazio della mia Roma
amata, travolta dall’incuria, sporca che più sporca non si può, in mano a chi
non l’ama e la sfrutta, imbrattandola. Lo vedo e ascolto le sue parole, in quel
suo birignao che mi par poco, diciamo così, concludente, lo ascolto mio
malgrado, tanto siamo in democrazia e tutti, anche Marino, possono parlare,
evvia sono parole al vento o forse anche solo vento…
Lo ascolto e mentre lo
ascolto parlare dei “trombettieri di Vitorchiano” i quali avrebbero, proprio
loro, portato non so che giubbette in tintoria (che avrebbe pagato, oh ma che bravo, l’attento
sindaco) con tutto il rispetto per Vitorchiano (che di sicuro è uno dei tanti,
bellissimi borghi italiani) il pensiero corre a un ricordo cinematografico.
Ecco, sì, sì, mi viene in mente Brancaleone che sbarcato sulla sponda di un
misterioso lago, chiede, con piglio aulico e curiale, al villico che incontra: “Ove trovasi Gerusalemme?”. E
quello, con una parlata tutta quanta rustica, tra il veneto e il latinorum risponde più o meno così: “Mi non
so, noi lo chiamiamo Scatorchiano…”. Nel sorriso, interrompo le trasmissioni, via
via, meglio girare il risotto profumato, che è tanto più proficuo pensare al
piccolo nostro che al grande altrui, dove si ride amaro.

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