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| bennibag fiorita del Giappone |
C’era e c’è ancora,
affacciato sulla timida salita di San Sebastianello, il Palazzo color ocra, dal
gran portone (che inghiottiva noialtre in divisa blu e bianca e basco in capo),
dell’Istituto Mater Dei. C’era e c’è ancora, dicevo, ma adesso ospita il British Council e all’ingresso
non c’è più la Madonnella bianca, a mani giunte, con la sua bella aureola di
lucine accese, che io, bimbetta e poi ragazza, salutavo con un inchinetto ogni
santa mattina di scuola, quando il sole, sbadigliando, saliva piano piano verso
il suo trono in cielo. C’era e c’è ancora, dicevo, ma andarci (almeno per me) è
un’agonia. Le sister (che se ne contano credo ancora come sulla punta delle
dita di una mano) non portano più l’abito blu, diritto e umile, che conoscevo,
ma gran gonnelloni e ampi golf e stanno a capo scoperto, lì dove prima, elegante, nero, con la sua
baschina bianca a far da contorno al viso, c’era il velo, a scodinzolo, giù per
la schiena. Tutto cambia, mi dico, e non bisogna voltarsi indietro. Ieri era il
Mater Dei, oggi il British Council, domani chissà.
E mi consolo pensando
che ci sono persone, come una che mi è cara, che pur negli anni trascorsi al
trotto, restano nell’anima le bambine che sono sempre state. E l’altro ieri
questa signora qui che conta un’ottantina di primavere se ne andava lungo la
Via Nazionale in cerca di un cappottino rosso (“ché sono stufa del grigio e
anche del nero!”, come mi ha spiegato, seria seria, neanche se fosse pronta ad eleggere
il nuovo Papa…) e l’ha trovato, mi ha detto, al Benetton che sta nel posto tal
dei tali e vedessi che carino è, di taglio semplice e sincero. Continua,
mostrandomelo, appeso nell’armadio e poi conclude: “E pensa che mentre uscivo
dal negozio, e me l’ero messo addosso, ho visto riflessa nella vetrina una
signora niente male in cappottino rosso”. Puntini di sospensione e conclude,
ridendo, come avrete capito: “E quella signora così carina ero proprio io…” Io, nel
fiume di Eraclito.

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