Oggi, vado fuori tema e
passiamo dal mio piccolo mondo a quello più grande, e grande grande, dove siamo
tutti camminanti e pellegrini per le strade, tante, che sappiamo trovare, col
sestante (almeno io) del divino dentro. E pensavo, dopo mangiato, nel tepore
assonnato del dopopranzo che in quel film bello e terribile che è Chinatown, il
vecchio Noah Cross dice a Gittes che, se uno dura a lungo e abbastanza – monumenti,
politici e puttane - poco importa, tutti col tempo si diventa rispettabili. Vero,
verissimo. In fondo, se ci pensate bene, pareva la Lady D. sarebbe stato un
ciclone che avrebbe spazzato via l’Elisabetta e i suoi e, invece, è stato il
contrario e la Corona e l’eterna Elisabetta resistono nel tempo e Lady Diana è
stata sostituita dalla Midlleton che non ha neppure i quarti di nobiltà della
Diana.. Così va il mondo e così lo raccontiamo. Mi è venuto in mente tutto ciò
perché, al sabato sera, un certo amico mio che, ma sul serio, ha letto (e
capito e digerito) almeno un diecimila libri, al sabato sera, dicevo, si vede,
cascasse il mondo, i film di Lino Banfi, nella serie che va in onda su Iris, E
vai con i Cornetti alla crema e con il commissario Lo Gatto e, vi posso
assicurare, che il mio intellettuale dal naso fino, si fa grasse risate e se la
gode come mai avrebbe fatto quando i film erano ancora incartati nella velina e Lino Banfi con i capelli di trent’anni fa.
E ha ragione, dico io,
perché me li vedo anche io, se posso, i film di Banfi e mi sono vista anche un’intervista
del nostro Banfi che solo a guardarlo viene la simpatia a fior di pelle.
Raccontava del nipotino, figliolo di sua figlia, che appena dodicenne, alto a
pennello, con un paio di occhialini da intellettuale più intellettuale del mio
amico, alla domanda vorresti fare una particina in una fiction di medici e
famiglia, rispose – e cito Banfi – “sfilandosi gli occhiali come la Orsomando,
va bene, fatemi leggere…”



