Ci sono
luoghi, a Roma, che sono per me tabernacoli divini, scrigni di pura, semplice
bellezza in cui specchiarsi, nella
rotonda armonia del creato, che è anima del mondo, nella profondità del fiume
il quale tutti ci percorre; ci sono luoghi, dicevo, in cui il dito di Dio,
quello che Michelangelo ha dipinto, sano e forte, ad incontrar quello d’Adamo, nella
Cappella Sistina, è in grazia, un’unica
cosa, fuso nel di qua e nel di là, e, nella piroetta del sacro fuoco, si fa
immagine vivente di quel che in tutti vive. Uno di questi luoghi, almeno per
me, è piazza Sant’Eustachio, da dove, seduti al caffè, si può veder lassù la
spirale in danza di San’Ivo alla Sapienza. Io amo Borromini, di un amor
solenne, raro, che tutta mi trasporta nella grazia sua, che sa di cielo e
nuvole e silenzio. Scesa dal 117, quando andavo, ogni santissimo giorno in
redazione, in Sala Stampa, a Piazza San Silvestro, salutavo a metà di via della
Mercede, alzando gli occhi al cielo, la lanterna di Sant’Andrea delle Fratte,
che è, essa pure, opera del Borromini. Io, allora, non sapevo ciò che so oggi,
ma così, di cuore, essa mi innamorava.
E quanto
ancora più oggi che cara, carissima mi è diventata la chiesa di San Carlino per
via di una certa conoscenza che preferisco tener chiusa a chiave nell’anima
mia. Codesto segreto lo tengo stretto, non così ciò che ho visto, giorni
orsono, nella stupefacente luce della chiesa trinitaria. Lassù, lì dove il
soffitto si fa cupola, la colomba dello Spirito Santo che par chiamarci in volo
alle sue struggenti altezze e fiori e ricami di marmo bianco e poi, alte e
snelle, lungo le pareti della Chiesa, le colonne. Alcune, con capitello di
foglie di palma, ma quelle che incorniciano l’altare maggiore e i due altari
laterali abbelliti da dipinti di santi trinitari, han sul capo, e mi par di
vedere Borromini sorridente, un girotondo di melagrane, alcune aperte, altre in
boccio, altre ancora immature, ma tutte quante in pienezza di vita, per la
vicinanza, dico io al sacro fiume di fuoco, le melagrane di Dio, il sale delle terra…
Queste sono le bennicards. Sabato 22 febbraio, ore 16, alla Librinecessari, si terrà un laboratorio per farne di belle e di bellissime. un saluto alla primavera che presto arriverà.... Per iscriversi: http://www.librinecessari.it/
| bennicards fiorite |
Ciao Ester....non ho parole., ti vedo in volo raggiungere
RispondiEliminala colomba con una corona di melagrane in testa....splendente di luce : la tua.
Un abbraccio stretto stretto cara amica.
Resto in silenzio per un pò. Rita