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venerdì 11 giugno 2021

Gita a San Teodoro

 


Il mio piccolo giardino delle fate

Nell'alba rosa del mattino presto, davanti a Tavolara vestita del manto di Maria, con mio marito, ordiniamo i pensieri, ridiamo dei sogni notturni e facciamo i programmi per la giornata. I quali progetti seguono sempre la tradizione dei nostri gusti comuni. E i libri prima di tutto. Così oggi, dai, andiamo in quella piccola libreria che s'apre in un canto a San Teodoro, dove si trovano i libri degli editori sardi, ma prima la colazione seduti al bar (mezzo cornetto però...), e poi a comperare la carne buona al bivio di P. Le ore corrono al galoppo e siamo in macchina e lungo l'orientale sarda.

Giunti a San Teodoro, problemi di parcheggio non ce ne sono perché il paesetto sembra visitato dal fiato di Malefica tanto è vuoto e senza risa. Pochi avventori seduti in un solo bar (gli altri deserti), nessuno nei negozi, la piazza vuota. Chiedo a un addetto comunale dove si ritira il calendario per la spazzatura e, ah, respiro, il sorriso sardo si illumina quando l'odiosa mascherina scende sul mento e lui, con tortuosi gesti, mi indica dove andare. E vado.

 Quando arriviamo a destinazione, cioè la piccola libreria di cui dicevo, scopriamo che non c'è più e che, al suo posto, c'è un gelataio (mi pare). Il quale è sorridente, lui pure, e mi spiega che i proprietari sono andati in pensione e che ora c'è un'altra libreria piccolina su per la salita e che ha un nome carino ed evocativo: "Piccola libreria giardino" Li troviamo Fabio, un giovane libraio che è, secondo mio marito, un eroe dei nostri tempi. E' anche molto simpatico e parliamo di libri e di scrittori sardi. Poi, tra noi due, è corso uno scambio di mail su un certo libro di cui ho scritto qui nel blog (Il Libro dei Contos) e che il nostro libraio di San Teodoro (che in realtà è dell'Oristanese) ordinerà per la sua libreria. Evviva!

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