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giovedì 25 febbraio 2021

Come Eraclito alle porte di Efeso

 


Devo essermi perduta una puntata della serie tv "Governo e dintorni", se è vero, come è verissimo, che nell'esecutivo del Drago Maior, ovvero di Mario Draghi, figurano molti ministri che già lavoravano (male) nel precedente gruppetto che si riuniva a Palazzo Chigi a notte fonda per chiuderci in casa, imbavagliarci e metterci una paura matta, togliendoci fede, speranza e carità. Cioè Speranza, appunto, che non dà speranza, Franceschini che è già di suo un diminutivo e la Lamorgese che ha un marito virologo il quale, da sempre, dichiara he il Covid 19 non è quel diavolo di virus che ci hanno raccontato e che i lockdown servono ad altro e certo non a salvar la pelle ai vaccinaturi (cum laetitia).

Sì, mi sono perduta una puntata perché, alla fin fine, dopo tante parole e lodi sviscerate per l'ex studente del liceo Massimo (dove andavano i miei fratelli e anche io conoscevo di fama Padre Rozzi, il preside...), siamo daccapo a dodici, con le stesse identiche e folli misure del Conte che non è Conte. Vabbè, anche in Vaticano lavora un certo Marchese Ragona che non è per niente Marchese... Tiro un sospiro, guardo fuori dalla finestra per riaccendere il cuore con i raggi d'oro di un sole di primavera che mi sorride dal cielo blu dove abitano gli angeli e anche il Signore, lassù. E mentre guardo nel vuoto della chiostrina, dove non mulinano più turisti, trolley e zaini, vedo che è tornato il mio amichino dalla coda rossa e lo osservo nel suo allegro svolazzare, trovandolo, come Eraclito i bambini che giocavano alle porte di Efeso, molto ma molto più interessante della fiction sgangherata chiamata "Governo e dintorni". 

domenica 14 febbraio 2021

Il fiato di Malefica

 https://www.marcotosatti.com/2021/02/14/benedetta-de-vito-e-il-fiato-di-malefica-che-soffia-dalle-televisioni/

Ho scritto per Marco Tosatti, e lo ringrazio perché mi ospita sempre con grande simpatia, questo piccolo pezzo che è un poco un'invettiva e un poco una satira alla Giovenale perché sono stanca dello psicocovid e di come siamo costretti a vivere nelle tenebre.

Ma la primavera è già arrivata e sorride in questi tarassachi vagabondi e spettinati che ho fotografato andando oggi dalle parti dell'Ostiense.



venerdì 12 febbraio 2021

La primavera tornerà







Ecco, pronto, infiocchettato, un governo nuovo con facce vecchie. E tutti zitti, ipnotizzati, ubbidienti, di fronte al Drago. Ma, scorrendo i nomi, leggo che alla Sanità c'è ancora Speranza senza speranza, l'omino pallido, dalle piccole mani, che ha chiuso l'Italia con regole da pulcinella, e all'Interno di nuovo la Lamorgese, il cui marito, virologo, ha sempre sostenuto, inascoltato, pare, anche da sua moglie, che il virus letale non è affatto letale... E vai con il balletto della vanità, tra gli inchini dei giornalisti che oramai dicono e scrivono tutti, da destra e da sinistra, le stesse, identiche minchionerie. Ma coraggio e avanti, nel sorriso che conduce chi, come me, vive mano nella mano con il Padreterno e sa che tutto questo passerà e che, chi ha mentito e ha strangolato di menzogne il suo prossimo, dovrà passare attraverso il Suo giudizio e finire, non lo dico io, dove arde il fuoco eterno.

Intanto ci dicono che la pandemia ha cambiato per sempre la nostra vita e che dobbiamo prepararci al grande reset che gli uomini migliori della terra (cioè quanti si autodefiniscono tali) stanno tessendo, piano piano, da anni e che ci apparecchieranno piano piano come il vaccino tossico salutato come il Salvatore (ma soltanto Gesù Bambino è il Salvatore e il Re dei Re!). Ma sono tutte balle grandi come i grattacieli! La psicopandemia, nello story-telling del terrore fatta dai giornalisti di cui ho già detto tutto, passerà e la primavera riporterà sui colli le belle primule dal vestitino giallo, i gatti torneranno al Colosseo e noi uomini, nella lode e nel ringraziamento, potremo toglierci l'infame mascherina (inutile!) e sorridere, abbracciarci e anche chiacchierare. E' sempre stato così e il Signore lo vuole e poco importa quel che desiderano Lorsignori...  

Un dono grande

Ogni mercoledì pomeriggio, gambe in spalle, scendo verso il centro per recarmi, attraversato il ponte di Tomacelli, il biondo corso del Tevere, ai Prati di Castello. Di solito, percorrendo la via della Dataria, giro veloce nella discesina timida e riposta intitolata a un eroe albanese Scanderbeg e poi via verso la fontana di Trevi ora deserta e bella d'una bellezza solenne e di solitudine. Poi. raggiungo la via del Corso e via.
Lo scorso mercoledì, invece, la Madonnina Immacolata della Dataria con i suoi lumini accesi, sembrava indicarmi la via e così, come volando, ho tagliato giù fino a trovarmi faccia a faccia con il teatro Quirino, chiuso anche lui e desolato. Ferma un momento, giro lo sguardo verso una Chiesa che di solito è chiusa. E invece è aperta. Condotta per mano dal mio angelo custode, eccomi dentro la chiesa di Santa Rita. La volta è affrescata con la gioia del Paradiso, con i Santi, pigiati in gloria, davanti alla Santissima Trinità. Il Padre ha la barba bianca e guarda con amore i suoi amati sulla terra ora in cielo. Sulla destra, una copia del Bambino di Praga, sulla sinistra, una piccola cappella è la grotta di Lourdes...
In preghiera, mi fermo, accendo una candelina, sto per andar via quando, d'un tratto,  non sono più sola. Il sacrestano giovane, allegro, pieno di voglia di fare, mi parla, mi mostra i tesori della Chiesa e mi dice che l'indomani, alle otto, si celebra la messa nella piccola cappella dell'Immacolata Concezione, dove c'è, n ginocchio, la piccola Bernadette.
Il giorno seguente sono lì, a Lourdes anche io, e poi, guardando il calendario mi accorgo che è proprio l'11 febbraio, il giorno in cui Nostra Signora apparve a Bernadette Soubirous... Un dono grande.

 

giovedì 4 febbraio 2021

La luce che verrà

 https://storiediterritori.com/2021/02/03/la-lunga-crisi-delle-persone-sole-e-delle-attivita-da-un-anno-a-questa-parte/


La crisi morde, le strade romane sono deserte, i negozi vuoti. Cammino, mascherata, in questo desolato intorno e mi chiedo se si poteva evitare di spingere lo Stivale giù per il burrone. Qui in alto, un mio articolo, un poco amaro, e che vorrebbe esser da sprone per una rinascenza.

La luce inonda il cielo che porta sul collo una sciarpa di nuvole, presto le nubi svaniranno e tornerà il sereno. La luce che verrà.