Sì, mi sono perduta una puntata perché, alla fin fine, dopo tante parole e lodi sviscerate per l'ex studente del liceo Massimo (dove andavano i miei fratelli e anche io conoscevo di fama Padre Rozzi, il preside...), siamo daccapo a dodici, con le stesse identiche e folli misure del Conte che non è Conte. Vabbè, anche in Vaticano lavora un certo Marchese Ragona che non è per niente Marchese... Tiro un sospiro, guardo fuori dalla finestra per riaccendere il cuore con i raggi d'oro di un sole di primavera che mi sorride dal cielo blu dove abitano gli angeli e anche il Signore, lassù. E mentre guardo nel vuoto della chiostrina, dove non mulinano più turisti, trolley e zaini, vedo che è tornato il mio amichino dalla coda rossa e lo osservo nel suo allegro svolazzare, trovandolo, come Eraclito i bambini che giocavano alle porte di Efeso, molto ma molto più interessante della fiction sgangherata chiamata "Governo e dintorni".







