Questa mattina, baciata
dal sole, che ha per cornicetta un bel cielo pulito e azzurro, ho messo via,
con un filo di magone, il piccolo presepe che, nella sua semplicità, mi pareva
riempir tutta quanta la casa. Via le statuine, via il Gesù Bambino, via il
lumino che accendevo per la preghiera delle lodi, via i Re Magi che pure erano
appena giunti alla capanna, con i loro doni santi…
E mi sono ritrovata, d’un tratto, ributtata nel
mondo freddo che tutti ci circonda, nel lunedì di gennaio (pur essendo però
martedì) di gennaio in cui, come si suole, inizia una nuova dieta e il
quotidiano tran tra che ingoia ore e pensieri e vita. Se in me il calduccio
resta nel cuore non così all’intorno dove i frutti di questi tempi gelati
diventano parole grosse e musi e rabbia sorda. Così, oggi che, per dir così,
comincia l’anno nuovo per davvero, auguro a tutti voi di tenere il
riscaldamento acceso dentro al cuore, nella speranza di smeraldo che mai
abbandona chi ha i passi saldi e cerca, nella nebbia e nelle tenebre, la luce.
In preghiera e in danza, saluto tutti e ognuno e mi avvio al mio Mezzogiorno.

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