Da qualche tempo in qua ho cominciato a scrivere per il sito delle Biblioteche di Roma https://www.bibliotechediroma.it/delle piccole recensioni sui tantissimi libri che sto leggendo o che ho letto nella mia lunga consuetudine letteraria. Così ho pensato di postarne alcuni qui e comincio subito con uno scritto breve che ho dedicato a Monaldo Leopardi, il papà di Giacomo, che era tutto meno come ce lo hanno raccontato a scuola.
Ci hanno raccontato, a scuola e forse anche al cinema (ma il film "Un giovane favoloso" non l'ho visto...), un Monaldo Leopardi, padre di Giacomo, rigido, pedante, codino, un insopportabile reazionario . E, invece... invece, che scoperta leggere l'autobiografia godibilissima del papà del poeta recanatese! Monaldo ha uno stile tutto quanto allegro, ironico, e, cuore a cuore, racconta le sue memorie sentimentali (di come si cacciò in un matrimonio sbagliato e di come ne uscì e di come poi sposò la mamma di Giacomo...) e politiche nelle vicissitudini repubblichine francesi nella Marca pontificia. Vanno e vengono personaggi autorevoli e codardi, zii, briganti, francesi. E lui, il conte Leopardi, sempre in mezzo alle sfortune, tra prigione e liberazione. Sì, un bel viaggio e una simpatica stretta di mano, in riconoscenza, al genitore dell'autore dell'Infinito che doveva alle brighe di suo padre (che comperava i libri alle svendite dei papalini romani assediati ai francesi) se poteva contare, nel suo "natio borgo selvaggio" di una biblioteca di prim'ordine e anche, diciamolo, di un papà amorevole, responsabile e anche assai divertente.

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