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lunedì 14 gennaio 2019

Da Ciampini con Silvia

Ci siamo incontrate, lei e io, davanti a Ciampini, nel sole freddo di gennaio, dopo venti anni tondi che non ci vedevamo, tutte e due, perdute nel pensiero di ritrovarsi, diciamo così, come a un ballo in maschera. E quasi di non riconoscerci. Ma no: non è stato così! Ci siamo riconosciute, abbracciate e le parole ricamate sono cadute come pioggia di primavera tra lei - Silvia - e me. Dovete sapere che Silvia è stata l'illustratrice dell'unico libro per bambini che ho scritto e che si intitolava (uso l'imperfetto perché so che è fuori catalogo da anni) "Il naso Augusto", uscito per le edizioni Moby Dick e che, come me, frequentava l'Istituto Mater Dei, seppur due classi in testa a me e quindi, una, per me di allora, delle "grandi". Il seme nostro è della stessa pianta e non solo per la scuola comune, ma anche per un sentire semplice, di terra e acqua e sole, sotto un cielo lindo.
Lei, tornata a Roma, rediviva, vissuta tra campi ed erbe siciliane, in muto colloquio con piante e alberi che ha catalogato, io rimasta a Roma nel mondo mio popolato di mistero, di bambine di Dio, nella messa quotidiana, nel muto parlar con la nube della non conoscenza. Eccoci, dunque, davanti a un cappuccino ed un caffè, come le ragazzine che siamo state tant'anni prima, eccoci quasi in divisa del Mater Dei, come tornate indietro d'un balzo, in un passato rosa. E mentre il tempo consuma scarpe e colori ed è ora di liberare il tavolo e d'andar via, ci salutiamo col proposito di far qualcosa insieme, un racconto, un libro, non so... 

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