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| bennibag verde speranza |
Capita,
a volte, per le strade del caso divino (che son le strade mie) di far incontri
numinosi, angeli e arcangeli che indicano a lume acceso la via, e anche di
trovar antichi amici scrittori per il sentiero, i quali, chissà perché (o forse
il perché è scritto in una certa dittatura culturale che da sempre respiro nel
Paese), non si è conosciuti mai. Tutto ciò premesso e andiamo avanti, vi voglio
scrivere, in questo breve post con l’anima ancora parigina nel ricordo e nel
rimpianto per il lì alato e il qui privo di sogno, di un certo Alfredo Panzini,
riminese, che, ne sono quasi certa, non avete sentito nominare mai. E che gran
peccato! E’, il Panzini, scrittore di razza, uno di quelli che ti accompagna
per mano da un capo all’altro di una storia che è piccola e grande insieme,
scrittore che dosa le parole e le infila una accanto all’altra senza sbavature.
Vi consiglio, allora, se ne avrete la
curiosità, di leggere, magari sull’ebook (perché non tutti hanno, come me, la
sorte di avere per amico un certo Giampiero che vende i suoi “libridieri”http://www.libridiieri.it/ anche
su internet e che mi ha regalato, bontà sua, una bella edizione del Panzini della Omnibus Mondadori), ad esempio, “Piccole storie del mondo grande”, dove tra tutti e
tanti bei racconti, mi piace ricordare “Nella terra di santi e di poeti” che è
un storiella in bicicletta tra le beltà marchigiane. A Recanati, via a cercar
le orme di Leopardi e a Tolentino quelle di Napoleone. Insomma, sarà che per
via della Dolores, io mi sento nel sangue un poco marchigiana, sarà perché il
tono è quello giusto del sereno girovagare, sarà per la bravura innata che si
mastica nella collana di parole, sarà per tutte queste ragioni e altre che non
dico, ma questo filo di parole io lo tengo vivo nel cuore perché c’è, in esso,
garbo, divertimento, ironia, c’è il viaggio come deve essere e c’è l’Italia
piccola e antica che amo.

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