Fuori tema Capodanno, s’intende
dopo gli auguri di prammatica, che sono come lo sciroppo quando si ha la tosse,
vi racconterò, ma solo se avrete l’uzzolo di leggerla in questa notte di magia e di fuochi nel cielo, la storia tragicomica, di un certo Gianni Schicchi, un
tipo di mia conoscenza, chiamato così da suo padre, baritono fallito, in onore
di un’opera di Giacomo Puccini. E, per chi ne ha tempo e voglia, vado a cominciare. Questo Gianni qui era nato in un ovetto e
cresciuto nella bambagia. Il caso aveva infatti voluto che, morta sua madre,
fosse tirato su dalle tre sorelle zitelle di suo padre, le tre sorelle ABC,
come venivan dette per amori di brevità. Si chiamavano, infatti, Ada la prima, Bice la seconda e Carlotta la terza. Il
padre, chiamandosi Dino, contava per la D, ma poiché passava le sue giornate a
far di conto in banca e le serate a vocalizzar dell’arie inutili, di quella D
nessuno sapeva cosa farsene. Le ABC si
dedicarono anima e cuore a quell’unico nipote, tanto sensibile, Dio l’abbia in
gloria, che avrebbero voluto vestito nella gabbana nera del prete. Sì, una parola.
Nero lo era quel griso di Gianni, ma aveva in testa solo le gonnelle. Arrivò in
casa la prima Lilit, che si portò via persino il servizio buono di Ginori,
quello con i fruttini e i bordi di cuccume e piatti in salsa d’oro. Ai tempi
della seconda Lilit, morì il povero Dino, cantando e contando denaro…
Quando le ABC diedero la notizia al Griso Gianni, questi, sensibile com’era, sbottò in un: “Mortacci” e se ne andò per i casi suoi. La terza Lilit lasciò in eredità una bambina, frutto di un suo precedente matrimonio. Restò, la piccina, con le buone vecchiette, tutte intorno come tante chiocce a far il girotondo all’unico pulcino. La bimba, che si chiamava Diana, crebbe rossa, bianca e anche bella che non guasta. Crebbe e si mise a far la vita. Le ziette, premurose, tenevano l’agenda degli appuntamenti. E se incontrandole al mercato, si chiedeva loro notizie di Diana, una delle ABC rispondeva: “La Diana? E’ la D dell’ABC!”. E tutte insieme ridevano divertite. E il Griso? Quando arrivò la buoncostume, disse una parola sola: “Mortacci!”
Quando le ABC diedero la notizia al Griso Gianni, questi, sensibile com’era, sbottò in un: “Mortacci” e se ne andò per i casi suoi. La terza Lilit lasciò in eredità una bambina, frutto di un suo precedente matrimonio. Restò, la piccina, con le buone vecchiette, tutte intorno come tante chiocce a far il girotondo all’unico pulcino. La bimba, che si chiamava Diana, crebbe rossa, bianca e anche bella che non guasta. Crebbe e si mise a far la vita. Le ziette, premurose, tenevano l’agenda degli appuntamenti. E se incontrandole al mercato, si chiedeva loro notizie di Diana, una delle ABC rispondeva: “La Diana? E’ la D dell’ABC!”. E tutte insieme ridevano divertite. E il Griso? Quando arrivò la buoncostume, disse una parola sola: “Mortacci!”































