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| Cucendo la mia nuova vestaglia fatta di vestiti e sciarpe vecchie... |
E così, dopo ore di Golgota e passione, ecco arrivare, in punta di piedi, portato in mano come mi sembra dall'innocenza, il dono.. Che vado a raccontare. Ero dunque nella casa dove sono cresciuta per prestar soccorso a chi mi ha messo al mondo quando d'un tratto, nel giardino rivestito di primavera nascente, noto in una concoletta piena d'acqua tutto uno spruzzar d'acqua cristallina. Guardo meglio, stiro lo sguardo e vedo: un bel merlo nero con il suo buon becco giallo è lì che sguazza nell'acquetta, e il frullo delle penne sue, nero in allegria, fa cascar mille goccioline che paiono coriandoli trasparenti in dolce Carnevale. Resto a guardarlo nell'ammirazione che mi prende per la semplicità che splende. Ma quando tirò fuori il cellulare per fermar nel tempo una tale meraviglia, lui, al guizzo, zampe in collo e via saltella su per il diruto e arrivederci ai suonatori...

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