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| I miei teli rosarosae |
In questo dolce maggio
di rosa rosae, mentre la fiamma soavemente mi conduce in viaggio, eccomi
finalmente tornare al mio piccolo blog che ho trascurato perché la vita nel mondo,
con i suoi molti doveri e tanti sì, incalza e mi sospinge, in moto circolare
uniforme, nel vorticare delle sue trame che mi vorrebbero togliere il respiro e
non ci riescono punto, nel centro dove sono. Ma il mondo chiama e io rispondo. Io,
lì, soldatina, salgo sui tetti a pulire grondaie, conduco in viaggi spirituali
irlandesi, finlandesi e anche italiani, e traduco dallo spagnolo un libro
prezioso (di cui però non posso dir né “a” né “ba”) e poi, come tutti i
giornalisti professionisti, eccomi a un corso di aggiornamento di deontologia
(su diffamazione e rettifica) per mettere insieme, in tre anni tre, ben 60
punti di cultura che, secondo l’Ordine, si può quantificare in addizione. E non
importa chi sei e quanto hai studiato e come ti sei ritrovato nella vita, i
corsi si fanno, punto e basta ed è legge dello Stato, inventata, credo io, dal
nostro caro senatore Mario Monti…
Va bene. Agli ordini.
Eccomi all’appello e firmo all’inizio e alla fine così i controllori
controllano che non me la sia svignata. Sul palco, c’è un vecchio amico che è
anche presidente dell’Ordine, e altri che conosco di nome e di viso, per il
lungo tempo passato di redazione in redazione. “Posso?”, mi chiede una collega
nel sedermisi accanto. Certo, figurati. E’ simpatica, si vede subito, con i capelli corti corti e
quell’aria svelta che sa tanto di modernità, mi racconta che lavora per un sito
internet che parla di Anzio e di Nettuno e che si chiama “Il Granchio”. E
mentre lei sorride, io penso a quando, appena ventenne, fui proprio a Nettuno
chiamata a far la supplente in un certo istituto turistico di cui non ricordo
il nome. Io insegnavo a sciacquare i panni in Arno con il Divino poeta. Almeno
ci provavo, perché loro, i ragazzi, più che ascoltarmi mi chiedevano di andar
con loro al mare…

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