E per fortuna che nel 787 dopo
la nascita di nostro Signore c’è stato, a Nicea, un Concilio di vescovi santi
che ci ha salvato dagli iconoclasti ché altrimenti non avremmo avuto, nelle
nostre Chiese, Basiliche, Pievi, né Piero né Mantegna né Domenichino, e avremmo
avuto luoghi santi tristi come sono, per me - con rispetto parlando - altre Chiese, vuote di sguardi angelici e sacri, in una malinconica solitudine riempita solo dai
fedeli loro che, come si sa, sono di quaggiù...
Evviva Nicea, dunque, ed evviva la professoressa Michelina Tenace,
della Pontificia Università Gregoriana, che, ieri pomeriggio, nell’ariosa aula
magna dell’Ateneo ci ha raccontato, durante il bel convegno “Per istruire,
ricordare, meditare e dare frutti”, questo e molto altro, mostrando tutta
quanta la differenza tra quel Concilio lì, nella protostoria in gloria del
Cristianesimo, e quello di Trento (del 1563), quando la Chiesa dovette ben
trovare il modo di difendersi dalle spinte luterane e dalle sue Riforme. E vi
riuscì, anche grazie a Pippo Neri, a Ignazio, a San Camillo.
Io, con molti altri, sono lì,
tutt’orecchi perché faccio tesoro del sapere altrui che diventerà parole mie,
durante le mie Passeggiate Romane, che sono il mio vivo grazie per il dono e
condivisione con chi, con me, ha voglia di trovare il fil d’Arianna nascosto
nel mistero. Sono lì, dunque, e osservo attenta ciò che accade nella sala, gli
sguardi dei presenti e l’occhio mio vola da questo e da quello e vedo, d’un
tratto, un sacerdote di colore, chino sul suo taccuino, armato di una penna
rossa. Lo vedo e penso all’Africa per come la conosco io e quanto difficile
deve esser per lui capire che cosa fu il Barocco e che cosa anche il
Rinascimento. Lo guardo, in ammirazione, mentre mi viene in mente, perché il
pensiero vola, che qualche giorno fa, alla televisione, ho visto un bel
servizio sul Burkina Faso e a un certo punto è stato intervistato un allenatore
di pallone e gli si è domandato di Balotelli e se è, quel calciatore, un mito
per i ragazzi di laggiù. Ha scosso il
capo, serio serio, il coach, e ha detto, chiaro chiaro, che Balotelli non è un
buon esempio di comportamento per i suoi ragazzi… Sì, ora lo so, è facile, per
il mio sacerdote capire che cosa fu il Rinascimento siamo noi che ce lo siamo dimenticati.

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