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mercoledì 22 luglio 2020

Preparo il caffè

Al mattino molto presto, quando tutti dormono, io sono sveglia, lo sguardo, sereno, sul mare,  una tavola tinta di rosa e d'arancio, al largo di Tavolara, mentre, per gradi, solenne, il sole si leva d adietro il promontorio verde punteggiato di piccole case. Seduta su una seggiolina color nebbia, i piedi poggiati sul muricciolo del terrazzino affacciato sulla meraviglia, respiro in quel primo mattino che ancora ha il profumo della notte stellata appena trascorsa e attendo che il mattino si svegli nei gesti quotidiani di chi abita, come me, l'Aldia bianca. Spunta, alle sette o poco più, sul culmine della spiaggia una figuretta scura che macina passi lungo la riva. Riconosco in lei un'amica d'infanzia, ritrovata nonostante gli anni passati, nei riccioli suoi ancora infantili. Poi, per un'ora quasi, più nulla, solo la caccia degli svassi sull'acqua senz'onde. E il volo pazzo dei gabbiani che, sfiorando il pelo dei flutti, agguantato il pescetto, risalgono sulle correnti misteriose del vento che sospira appena. Ghirigori e mulinelli, in tuffi e patuffi, siluri immaginati sotto l'argento del mare. Più avanti, verso le sette, quando già il sole si leva ad arare il cielo, ecco una persona del mio cuore nuotare, un braccio via l'altro, in elegante stile libero, fin verso l'isolotto rosso. Verso le otto, la cagnetta Chira è pronta per il bagnetto quotidiano e poi arriva il suo amico, un golden retriever color oro spento, con il muso a punto interrogativo, seguito da un lui e una lei, in cammino su per la panoramica. Presto, spinta all'orizzonte l'ingener N., con le sue bacchette in aiuto al passo ancora sportivo. In un attimo è già sul ponticello che trema al passaggio, mentre a frotte cominciano a scendere al mare i gitanti, con seggiolini, ombrelloni, palloni. E' tempo di chiudere la finestra e preparare il caffè.