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giovedì 20 aprile 2017

Buon compleanno dolce Roma mia!


Di rado oramai me ne vado a passeggio per la mia bella Roma ferita dal mondo all’incontrario. Di rado, dico e scrivo, perché mi ferisce vederla ridotta com’è e oggi che è il suo bel Natale glorioso (21 aprile 753), invece di andarmene, che ne so, fino a Santa Maria Maggiore (cosa che invece farò per motivi che terrò legati al cuore) a salutarla in bacio di dama, chiudo gli occhi, li strizzo per benino per cancellare tutto quanto, sano, il presente tristo, e la immagino bella com’era nella mia protostoria antica, quando, bambina, per andare all’Istituto Mater Dei, che era sentinella su Piazza di Spagna, attraversavo, a capo del Pantheon (capolinea dell’autobus, allora, numero 94) il centro addormentato. C’era, nell’aria profumata, il presentimento della giornata futura, che a me regalava l’incanto del mistero rinnovato, camminavo come tasognata in quel frizzantino pulito che mi accarezzava guance e cuore. Camminavo lungo la silenziosa e ombrosa Via del Seminario, una serpe divina nel cielo chiuso lassù, e poi esplodevo a Piazza Sant’Ignazio, in quel palcoscenico settecentesco che è un inno alla bellezza pura, per come ce l’ha regalatail Signore e noi a specchio per lui. Via del Corso mi rapiva, nel suo splendore vivo e poi giù, verso Piazza del Popolo, per risalire lungo la Via dei Condotti, che, nobile come sembra ed è, non è altro che una striscia di strada costruita sulle tubature che portano l’acqua vergine alla Fontana di Trevi. Via dei Condotti, appunto… Perché le strade romane avevano nomi di significanza non come quelle venute poi con i piemontesi che portavano (e portano) nomi e cognomi dei loro eroi del Risorgimento e dell’unificazione…
Quando, in lontananza, vedevo roseggiare le azalee spettinate che facevano da soldatini, nei loro bei vasi, lungo la scalinata che conduce alla Trinità (dei Monti), sapevo che il mio pellegrinare era finito e che presto, in divisa stirata e cuore allegro, avrei recitato il rosario in cappella, fatto l’ìnchinetto alla Madonnella ai piedi delle scale di marmo e poi su, in corsa allegra e in spirale matta, per un nuovo giorno… Buon compleanno dolce Roma!
Aspettando la domenica in albis, prima bennibag post-pasquale...

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