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venerdì 6 gennaio 2017

La spina di Borgo

All’Istituto Mater Dei arrivò portata dal vento come da un parrot umbrella, nella mia classe allora ginnasiale una professoressa tutta nuova e giovane giovane, d’appena un pugno d’anni più di noi alunne in fior di quindici anni. Di nome faceva Pia e in testa aveva un groviglio di capelli ricci, alti e in terremoto che la facevano sembrar più alta di quanto fosse in verità. Il cognome non lo scrivo perché è ancora viva e vera e insegna ancora il greco ed il latino ad altri fortunati come me. Fu lei, e non so perché, che mi parlò per prima della “spina di Borgo” e di com’era il Vaticano prima che ci scavassero dentro Via della Conciliazione, lunga e addomesticata e un poco triste, con tutti quei lampioni mesti, sull’attenti che rendono dolente (per me) il panorama. Era, la Spina, una cosa viva, viva di case, casette, piazzette e vicoli con nomi belli come Scossacavalli  e chiese come San Lorenzo in Pisces e c’erano ville come horti romani e palazzi come l'Alicorni, in bianco unicorno affrescato, e vedute d’archi e di fontane. Una delizia in terra. E lei mi raccontava e io ascoltavo come se tutto quanto lo vedessi…
Ho ritrovato tali e quali i ricordi della Pia alla bellissima (e curatissima) mostra proprio sulla “Spina di Borgo” che chiude tra due giorni ai musei capitolini. E tutto si spiega dal principio, da quando cioè il Vaticano era, per Cesare, “l’altra sponda”, quella degli etruschi, i nemici, a quando ci costruirono sopra un gran tempio di Cibele con i suoi tanti taurobolia. E poi, avanti e avanti, fino alla bella Spina che fu smantellata anche se l’architetto Piacentini diceva, e giustamente, che potevamo ben lasciare la spina a Borgo se San Pietro era pescatore e i pesci, come si sa, hanno lische e spine…

Ho ritrovato tali e quali i ricordi della Pia nelle parole d’affetto, tutte rotonde di romanità, di Alberto Sordi che, in un documentario (che si accende nella mostra) racconta di lui, appena di tre anni, per mano al papà che percorre,intimorito, gli scuri vicoli della romana Spina per esplodere poi, pieno di meraviglia e di stupore benedetto, davanti al Colonnato  e al Cupolone. In infantile, mistica meraviglia. La stessa dei Re Magi di fronte al Santo Bambino: buona epifania a tutti!

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