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martedì 20 dicembre 2016

Con gli auguri di Ester

Non so se lo sapete, ma anche Cesare e Augusto e, prima di loro, gli Scipioni e persino il santo  Re-Sacerdote Numa festeggiavano il Natale, con un magnifico scambio di doni propiziatori, nella luce che si accendeva  tra il buio dell’inverno. La festa, tutta bianca, coperta di neve, sacrale come era tutto sacrale nell’antica Roma, dove il Dio Quirino, il più sacro di tutti, moriva per rinascere nel seme nudo, sotto la terra nuda, la festa, dicevo, si chiamava “I Saturnali” ed era, nello scambio augurale dei doni, un accendere la speranza, nel gelo e nell’infertilità dell’inverno, che i mesi a venire avrebbero portato prima la purificazione (februa) e poi l’esploisione di vita di Flora e di Vesta e il grano e il vino e la vita…
Per noi, per chi nel cuore caldo, con sciarpa e guantini, ha l’amore verso il Sacro Bambino, il Natale, giorno della Nascita, racconta appunto la sua nascita nel mondo, la nascita della Verità che, pur uccisa e crocifissa dagli uomini, sempre rinasce  pura, innocente come il nostro Bambino. Ed ecco, il cerchio mio si chiude, in un abbraccio d’auguri che mando a tutti,  sperando che possiate, come me commuovervi di fronte al presepe, senza troppe luci, senza rumore, nel silenzio delle stelle che ci portano il Salvatore.

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