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mercoledì 16 novembre 2016

Le azalee di Trinità dei Monti

Mi sono accorta, ma senza quasi accorgermene, che, per non vedere la mia Roma bella in degrado perenne e triste che par chiamarmi di lontano, non faccio più (e poco mi dispiace), nel sole di novembre, le mie belle sgambate a cuore aperto, respirando il cielo terso, perduta nell’incanto sempre nuovo della Città Eterna. E già che ci sono apro una parentesi tonda e dico, ma caro ministro Franceschini, come si fa a dire che una zanna dell'elefantino alla Minerva (del Bernini e sacro nel suo sacro significato) è pari a 2.,500 euro di danno! Ma caro il mio santissimo ministro, il danno è invece incalcolabile, atroce, inaccettabile perché è uno sfregio alla bellezza e all'umanità intera e lei, mi dica, come può non capirlo ed essere ancora ministro dei Beni culturali?
E via, piango e piange la mia Roma, Regina e Signora della vita mia...
Sì, di rado esco per non inciampare su chi, nel marciapiede proprio sotto casa mia, a gambe tese, sull’asfalto, incurante della gimcana a cui costringe i passanti, allunga il suo cartello con su scritto “Ho fame” a tutti noi che, in gamba svelta e attiva per fare conto paro di questa vita matta che ci opprime, scendono giù dai Monti per abbracciare col cuore il Colosseo, porta di Via dei Serpenti prima e di via degli Annibaldi poi. A ogni crocicchio, in ogni dove, ci sono montagne di rifiuti e tanta gente che bivacca, lasciando la sua misera merce umana come regalo a noi monticiani…
Preferisco, dunque, camminare nel ricordo e lì, nel mio sancta sanctorum, la memoria si accende e sono di nuovo bambina, stirata nella mia divisa bianca e blu del l'Istituto Mater Dei, percorro le strade silenziose del mattino presto e profumate d’aria buona. Il cielo è il mio compagno e cammino nel tacito mio cuore rotondo. D’un tratto laggiù, in fondo a Via Condotti (perché nell'anima mia color rosa è sempre primavera accesa) vedo le festose azalee, rosa e color fucsia e bianche a salutarmi e ad accendere di bellezza e incanto la stupenda Scalinata di Trinità dei Monti e il cuore, anche ora che conto tanti anni, silente, mi balza in petto e sorrido agli angeli  nella mia purezza ritrovata.

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