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venerdì 23 settembre 2016

Pranzo alla trasteverina

Le belle bambole Inge di Norimberga
A volte - quando Pulcinella, diciamo così, ha la pancia piena - ho il privilegio di andar con un'amica in un supermercato molto speciale, chiuso tra mura antiche che rendono un altrove ciò che è invece nella Città Eterna. E dentro, nel tripudio di trecce di bufala, carne di tutti i tipi e colori, cioccolate svizzere e francesi, burri bavaresi in azzurro e bianco, passo del tempo con questa grande amica a parlare dell'Istituto Mater Dei, dove, bambine, ci siamo conosciute e dove abbiamo passato, sedute in lontananza (e allora guardandoci in cagnesco) tredici anni in quel cosmo ritagliato nel caos della modernità, addormentato lungo la discesa di San Sebastianello. Sempre (dopo la corsa per il pesce fresco che viene da Anzio), la prima domanda, tra noi due, è sempre: "E il Mater Dei?" E ci scambiamo notizie su questa e quella, ricordando nomi e cognomi delle belle della Terza Liceo (di allora) e delle sister che hanno lasciato uno stampo di miele nella nostra anima. A volte sono racconti lieti, altri tristi perché, si sa, il tempo scava impietoso nell'album delle vite altrui. E c'è anche chi se n'è volata via ed era la prima della classe, con l'erre moscia e due grandi occhi celesti aperti sulla vita che sembravano non dover chiudersi mai...
E proprio di lei, di Annalisa, abbiamo parlato anche oggi e non solo al supermarket, ma anche dopo, nella latteria di Borgo Pio, dove siamo solite, con il bottino seduto anche lui con noi sulle spoglie sedie di ferro battuto, prenderci un cappuccino con cornetto.
C'era anche lei, Annalisa, con noi, quest'oggi, nell'allegria del ricordo e nel mio rimorso, colorato di dimenticanza, di non aver partecipato a una certa riunione serale in Piazza Barberini...
Ma via, via, è ora di filare a casa e mentre me ne andavo a prender l'autobus tal dei tali, con le mie sporte cariche di roba, mi si avvicina un signore dall'aria trasteverina, il tipo del Ciceruacchio, di cui si è perso lo stampo oramai e mi chiede, senza sorriso e lì per lì, di invitarlo, di grazia, a pranzo...

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