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martedì 8 marzo 2016

Pavarotti and friends


Ieri sera, nel cielo tinto di rosa e spazzolato da un’arietta uscita da un bucolino dell’orcio di Eolo, camminavo con in testa le trame ordinate dei miei pensieri che hanno per cappello, sempre, la Divina Trinità; me ne andavo, diciamo, a dare un occhio a un certo negozio dell’usato che apre porta e vetrine sulla via Cavour, quasi all’altezza di Santa Maria Maggiore, dove, in uno scatolotto, proprio all’ingresso, vendono certe cosette che a me interessano come, a chi ama i cellulari, l’ultimo e-phone. Camminavo, dunque, spedita, nel passo che ho sempre avuto fin da bambina, e lo sguardo fisso in avanti, con la piccola bennibag a dare i suoi colpetti sul fianco quando, ad un certo punto, per attraversar la strada, mi fermo e mi impunto, proprio all’altezza della metropolitana fermata Cavour. Sono lì, immobile in attesa  e mi par, girando l’occhio mio sempre in attenzione, di vedere una sorella maggiore della mia bennibag. Mi giro, ma certo! E’ proprio una delle mie bennibags che se ne va a spasso, proprio come la mia, e poi guardo meglio e vedo una certa amica (bè, proprio amica non direi, meglio conoscente) che con me, per certe cose sue che dire non so (né mi interessan punto) è sempre scorbutica. Il mio sguardo rimbalza dalla bennibag al volto di ghiaccio suo. E squilla, naturale come acqua cristallina, il mio: “Ciao!”. E lei, a un passo neppure, risponde: “Oh, non ti avevo vista…” Maddai, stai mica scherzando? penso tra me, ridente, e mentre penso questo mi viene in mente che il grande, adorato Luciano Pavarotti, simpatico com’era, raccontò un giorno a una conferenza stampa che uno dei complimenti più belli che aveva mai ricevuto era stata la frase di un passante che sbattendogli contro (lui che era una montagna e che le diete non riusciva a farle mai), gli disse, sorridente: “Scusi non l’avevo vista!”. Sospiro, in allegria ritrovata, e via alla prossima e così sia.

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