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mercoledì 4 novembre 2015

Dal cucuzzolo del Palatino

Avevo comperato, per un amico grande e grosso per due,  tutte le monete della lira, di quando eravamo, lui e io, ancora bambini, nel boccio inconsapevole dell’immensità. Erano monete  che, nel loro fior di conio, raccontavano tutta quanta, in gloria, pur nel loro umile piccino, la nostra storia. Nell’euro, via, diciamolo, non c'è un bel nulla. Sì, c'è la Mole Antonelliana, per carità, ma non basta, secondo me, un monumento per dire che sono monete italiane… Come spiegarlo non so, ma, scusate se posso, nell’umile aratro delle dieci lire, l’aratro con cui Romolo tracciò il boverium (che divenne poi il pomerium), ovverosia il solco sacro oltre il quale viveva il sacro mondo (invisibile ma vivo) dello spirito, c’è condensata in umiltà suprema tutta la grande storia romana che cominciò, sul cucuzzolo del Palatino, in tre capanne per due, e col ratto delle sabine che vivevano nell’altro colle, il Quirinale, per scivolare giù nei secoli e raggiungere, pensate un poco, Palmyra, nei deserti sconfinati della Siria… Girando la moneta, ecco la spiga eterna: c’è, riassunto in uno stelo, tutta la nostra grande cultura del seme, seme che muore custodito nella terra ammantata di gelida neve per poi rinascere nella rosa primavera e biondeggiare al vento nell’estate matura della grande Dea Vesta (è da lei che prende il nome la nostra lunga estate calda). E nelle cento lire? C’era Atena, che veniva dalla Grecia, e c’era il nostro caro ulivo d’argento, che allora come oggi regalava il suo oro fuso ai mortali. In una monetina, tutto il mondo nostro. Trovai la stessa cosa tale e quale visitando il medagliere di Vittorio Emanuele II in quel museo grande e poco abitato che il Palazzo Massimo alle Terme. C’era una moneta ateniese dell’età di Pericle. E sopra, in effigie, un delfino, il simbolo della Grecia intera, a modo suo. E anche nostro perché lo ritrovo, tale e quale, nelle nostre cinque lire perché è nell'antica lotta tra "antiqui mores" e grecità il sugo della nostra storia. E nel delfino che è allegro e pieno di vita e che è anche mammifero nel mare e forse utero e matrice, finisco questo veloce mio galoppare tra l’antico profondo che in me respira e palpita ancora, nonostante la gelida modernità.


Bennibag di velluto a coste, con giro di perline e girotondo fiorito
Il 21 e il 22 novembre sarò con tutte le mie bennibags al mercatino degli artisti di Eataly, alla Stazione Ostiense.

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