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mercoledì 14 ottobre 2015

Un social al cafforzo

Mi piace, quando la casa è ancora addormentata e dorme anche il mio pensiero, sedermi sul divano (e sono, a volte, le sei di mattina appena e io sveglia dopo il mio bel sonno) a bere il mio primo cafforzo (un poco di caffè, orzo in polvere, miele e latte) e fare il conto della giornata passata e un programma appena di massima di quella che verrà. A volte, mentre sono lì seduta, chiudo gli occhi e mi perdo in qualche meditazione che deriva, lo so, dall’esperienza maturata il giorno prima, quando si affoga nell’attività e il pensiero, mozzo, deve esser messo all’angolino. Pensavo, dunque, a quanto  mi ha detto un’amica tempo fa. Diceva che aveva incontrato per strada, e quindi nella vita vera, due o tre amici suoi - di Facebook - tu guarda, e non l’hanno neppure salutata. Io, del social sopradetto so poco o nulla perché non lo frequento e non voglio certo dirne qualcosa, ma una riflessione, sì, la voglio fare per dar tragitto all’anima che vola nella sua verità, bandite le menzogne del mondo che tutto divora. E penso che non c’è niente di meno social di questo gran signore virtuale che tutti quanti noi frequentiamo, in mare aperto. Penso anche che i “mi piace” espressi da chi passa, sono i sassolini di Pollicino che conducono al loro stesso sito per ricambiare l’ok e l’apprezzamento. Ecco, io penso che la socialità di internet somigli a un gran ballo della vanità, dove si va per dire “esisto”  e per farsi rassicurare da uno qualsiasi che, a sua volta, cerca rassicurazione. E, mentre in allegria, metto in rete questo mio pensiero profondo, sento che i miei si stan svegliando, poso il cafforzo e corro ad essere social, per davvero, con la mia piccola famiglia…
Per la mia Jane, laggiù a Oz

2 commenti:

  1. Sai Ester.anni fa,prima dell'avvento di internet c'erano le radio.trasmittenti.....e dietro la radio, con nomi di fantasia,si celavano persone introverse e infelici che cercavano di dare un'immagine di se stessi....tutt'altro che reale. Un palcoscenico dove ogni "zero" cerca di darsi un valore......ma c'è qualcosa di buono anche qui: basta scegliere: io ho conosciuto te....:)
    un abbraccio Rita

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  2. scusa ....la mia tastiera è un pò pazza. :)

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