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mercoledì 21 ottobre 2015

Risotto ai funghi

Per caso, ma proprio per caso (ché la televisione la guardo di rado) sono inciampata, ieri sera, all’ora del desinare mentre preparavo il risotto ai funghi, su Blob, che taglia e cuce tanto dell’assurdo via etere per cucinarlo in una paella tv che va in onda proprio all’ora di cena. Un occhio a mescolare il brodo, un occhio al video, eccoti comparire l’ex sindaco Marino a una certa conferenza stampa del giorno appena concluso. Lo guardo e, nel guardarlo, rivedo tutto lo strazio della mia Roma amata, travolta dall’incuria, sporca che più sporca non si può, in mano a chi non l’ama e la sfrutta, imbrattandola. Lo vedo e ascolto le sue parole, in quel suo birignao che mi par poco, diciamo così, concludente, lo ascolto mio malgrado, tanto siamo in democrazia e tutti, anche Marino, possono parlare, evvia sono parole al vento o forse anche solo vento…
Lo ascolto e mentre lo ascolto parlare dei “trombettieri di Vitorchiano” i quali avrebbero, proprio loro, portato non so che giubbette in tintoria (che avrebbe pagato, oh ma che bravo, l’attento sindaco) con tutto il rispetto per Vitorchiano (che di sicuro è uno dei tanti, bellissimi borghi italiani) il pensiero corre a un ricordo cinematografico. Ecco, sì, sì, mi viene in mente Brancaleone che sbarcato sulla sponda di un misterioso lago, chiede, con piglio aulico e curiale, al villico che incontra: “Ove trovasi Gerusalemme?”. E quello, con una parlata tutta quanta rustica, tra il veneto e il latinorum risponde più o meno così: “Mi non so, noi lo chiamiamo Scatorchiano…”. Nel sorriso, interrompo le trasmissioni, via via, meglio girare il risotto profumato, che è tanto più proficuo pensare al piccolo nostro che al grande altrui, dove si ride amaro.

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