Pagine

giovedì 8 ottobre 2015

FICO D'INDIA

                                                     

Nel sole radente, che al tenero meriggiare, sembra sciogliersi in oro puro tra i vicoli del mio Rione, me ne andavo, sola soletta, con i pensieri tutti quanti arrotolati nella mia bennibag (a proposito il 25 ottobre sarò con le mie bennibags e altro al mercatino del Pigneto), a fare la spesa nell’unico piccolo supermercato che sopravvive ai Monti. Si chiama supermercato, certo, ma di super non ha certo le dimensioni, essendo esso, invece, piccolo così, e costruito come un’avvolgente U che ha, all’ingresso, frutta e verdure e all’uscita i gelidi surgelati. Nell’avvallamento c’è il banco del pane, dei prosciutti e dei formaggi, serviti da una graziosa signorina che oramai saluto come una buona amica. Eccomi, dunque, con il mio cestello rosso a prender questo e quello nell’uso domestico che tutti conosciamo. Sono lì per prendere il latte quando un braccio molesto si allunga a mo’ di scudo. Mi giro. Un tipo giovane, con un’aria un po’ così, mi guarda e mi fa: “Prendo il latte”. “Prego”, dico, gentile, e passo ai biscotti, sperando che il molesto prosegui veloce nel suo giro. Niente affatto, me lo ritrovo tutto quanto intero, in pizzicheria e si fa un lungo giro di assaggi prima di prendere mezz’etto di olive e una strisciolina di pizza nera al carbone non so che. Pazienza, aspetto. Lo vedo veleggiare via e respiro.

Eccomi, ora ai surgelati che guardano in faccia i detersivi. Tiro diritto verso una cassa vuota. Ma eccolo, il molesto, di nuovo lui e, senza tanto né quanto, mi passa avanti. Con i suoi due pacchetti e un sorriso che mi fa andare giù in gola anche la lingua. Pazienza, la croce la porto comunque, mi dico e prendo a tirar fuori i miei prodotti che poi sono sei in tutto. Lui, non contento di aver finito ed essere libero fringuello, si gira verso di me e, angelico, mi fa: “Lo sa, ha fatto bene a comperare i fichi d’India, fanno benissimo”. Il fico d’India…

Nessun commento:

Posta un commento