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martedì 14 aprile 2015

Un amico per la via

bennibag verde speranza
Capita, a volte, per le strade del caso divino (che son le strade mie) di far incontri numinosi, angeli e arcangeli che indicano a lume acceso la via, e anche di trovar antichi amici scrittori per il sentiero, i quali, chissà perché (o forse il perché è scritto in una certa dittatura culturale che da sempre respiro nel Paese), non si è conosciuti mai. Tutto ciò premesso e andiamo avanti, vi voglio scrivere, in questo breve post con l’anima ancora parigina nel ricordo e nel rimpianto per il lì alato e il qui privo di sogno, di un certo Alfredo Panzini, riminese, che, ne sono quasi certa, non avete sentito nominare mai. E che gran peccato! E’, il Panzini, scrittore di razza, uno di quelli che ti accompagna per mano da un capo all’altro di una storia che è piccola e grande insieme, scrittore che dosa le parole e le infila una accanto all’altra senza sbavature.  Vi consiglio, allora, se ne avrete la curiosità, di leggere, magari sull’ebook (perché non tutti hanno, come me, la sorte di avere per amico un certo Giampiero che vende i suoi “libridieri”http://www.libridiieri.it/ anche su internet e che mi ha regalato, bontà sua, una bella edizione del Panzini della Omnibus Mondadori), ad esempio, “Piccole storie del mondo grande”, dove tra tutti e tanti bei racconti, mi piace ricordare “Nella terra di santi e di poeti” che è un storiella in bicicletta tra le beltà marchigiane. A Recanati, via a cercar le orme di Leopardi e a Tolentino quelle di Napoleone. Insomma, sarà che per via della Dolores, io mi sento nel sangue un poco marchigiana, sarà perché il tono è quello giusto del sereno girovagare, sarà per la bravura innata che si mastica nella collana di parole, sarà per tutte queste ragioni e altre che non dico, ma questo filo di parole io lo tengo vivo nel cuore perché c’è, in esso, garbo, divertimento, ironia, c’è il viaggio come deve essere e c’è l’Italia piccola e antica che amo. 

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