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giovedì 9 aprile 2015

L'ovo di Piero


In questa Pasqua, mia, tutta parigina, nel quartiere latino apparecchiato di libri, rose e giardini, ho avuto agio di osservar bene, e con il terzo occhio ben aperto, i nostri cugini francesi e mentre, nella malinconia, mi accorgo che loro – e noi non più – tengono alta la bandiera della patria loro e non c’è verso di fargli tirar fuori una parola sola in inglese, noi, sprofondati nel mondo all’incontrario, andiam ciechi incontro alla rovina.
I francesi, no, neanche per niente. Non c’è Charlie Hebdo a spaventarli, essi resistono, con le radici ben ferme nella tradizione loro di baguette e camembert. Dovremmo prendere esempio, noialtri italiani, da loro che han saputo far di poco (al nostro confronto, si può dire senza tema…) molto e di più. E proprio a questo piccolo ma grande proposito, vi voglio raccontare, ma se non vi va potete cliccar quel che volete, che, prima di Parigi, mi sono fermata a Milano. E lì, dopo aver comperato un bel paio di ballerine di Porselli (proprio accanto alla  Scala c’è un negozietto piccolo così con quelle scarpette da fata che mi innamorano da sempre…), me ne sono andata alla Pinacoteca di Brera ad ammirare, e lo scrivo ad alta voce, il mio adorato Piero della Francesca nella magnifica, stupenda, ineguagliabile Pala Montefeltro che io amo chiamar la mia Madonnina dell’ovo (che è perfezione dell’universo tutto quanto).
Ebbene nella sala tal dei tali, con tutto che accanto alla mia Madonnina c’è “Lo sposalizio della Vergine” di Raffaello (altro capolavoro, con quel paggio che, non so dir perché, si china, vezzoso, a spaccare col ginocchio un ramoscello…), eravamo sì e no in quattro, come si suol dire, quattro gatti. Invece poi, al Louvre, a veder la Monnalisa (che detto tra di noi per me è solo un bel ritratto e niente più), non si poteva quasi entrare da quanta gente c’era, un gregge addormentato coi piedi doloranti dal gran girovagare nell'immensità dell'ex palazzo di Luigi e Maria Antonietta. E allora, mi dico, il mondo è proprio all’incontrario se preferisce alla Madonna di Piero la Monnalisa di Leonardo! E sospiro… Ma poi, al ricordo della mia Madonnina bella, tutta quanta composta e in preghiera, rido tra me nella perfezione del suo incarnato rosa, nel ramoscello di corallo (simbolo di sacrificio) che pende dal collo del Bambino, nell’ovo sospeso, nell’abbraccio dell’eterna conchiglia e, in privilegio di grazia divina, volto il pensiero mio in farfalla  rosa e, poco male, via col vento…


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