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venerdì 13 marzo 2015

Cinquecento anni orsono

Cinquecento anni fa, il 28 marzo, nasceva in un paesetto piccolo così della Spagna, una certa Teresa Sanchez con molti titoli nobiliari che non scrivo; una ragazzina come tante che, piccolina, sognava col fratello di partir per le crociate e che lo fece per davvero, fagotto in spalla, a sette anni o giù, di lì, via marciando per la strada, col fratellino; e i genitori, figurateli poveracci, morti di paura, col cuore in gola a cercare i due mini crociati… Cinquecento anni fa, nasceva, dunque, Teresa Sanchez che doveva diventare, anni più tardi, Teresa D’Avila o di Gesù, una santa grande, dottore della Chiesa (ma per favore non pensatela in un santino, ma un donna vera, di sangue e viva), che  qualche tempo fa è stata festeggiata in un convegno al Teresianum, che è l’università pontificia della spiritualità, dove padroni di casa sono i carmelitani scalzi, figli spirituali della gran Teresa, mistica potente e umile nell’ascesa del Carmelo.

Al convegno, tra tanti consacrati, c’ero, modestamente, anche io, E di quel convegno, ma non solo, conservo qualcosa che dirvi non posso e non voglio, ma una parola di Teresa, sì, voglio regalarvela, perché può metter luce nel buio e insegnar a chi è lontano quanto semplice può essere la verità divina. Scriveva Teresa: “Pregare è stare per un po’ soli soletti con chi ci ama”.
E la finisco qui e mentre vedo la piccola Teresa col fratellino, loro due soli e piccini, camminare nella vastità del cuore di Castiglia, ripenso a me, piccolina e a Beatrice, nell’immensità solenne e deserta di Cala dei Gigli perduta nell'incanto della mia  Sardegna di tanti anni fa. Insieme, noi due, piccole così, decidemmo, e chissà perché, di andare a prendere un gelato a Monte Petrosu che era un paesetto piccolo così anche lui e in cima a una collina.
Io e lei, per mano, venti anni e metro di capelli biondi  in due, zitte zitte, come a partir per le crociate, senza dire nulla ai genitori, cominciammo la camminata. Certo, non andavamo alle crociate: un gelato al cioccolato, se si può scrivere così, era il nostro graal, ma la punizione, una volta avvistate, in capo al nulla, e acciuffate, fu – credo – la stessa che ebbero Teresa e suo fratello cinquecento anni orsono… 
Tavolara mia...

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