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lunedì 5 gennaio 2015

In volo d'angelo, verso il paradiso


Al mattino presto, c’è come un punto interrogativo nell’aria, per le strade di Roma, tra il Capodanno e l’Epifania. Una speranza sospesa, fiorita, nel freddo che morde, per il nuovo anno, per quanti – mi pare – non hanno letto le Operette Morali di Giacomo Leopardi nel breve dialogo tra il passante e il venditore di almanacchi. Nell’attesa, che passa – almeno per me – tra la nascita del Bambino e l’arrivo dei Magi d’Oriente, nell’oro (del Re), nell’incenso (che è pur spirito) e nella mirra (che ricorda il profumo del sacrificio), io aspetto, con sano realismo, che si arrivi al sette gennaio, quando l’attesa del mondo per un mondo nuovo cesserà e ricomincerà il suo assurdo mulinare, in quel viavai vero e virtuale che fa dimenticar agli uomini le cure. Mentre per me, nella gioia del Bambino nato e mostrato al mondo vero, del fiume (in cui vivo) da altri piccoli Re, ogni giorno, santo al cielo, è paradiso in terra…
Mi trovavo, in una di queste mattine del ponte tra l’attesa e il ritorno del quotidiano, dalle parti del Castel Sant’Angelo, e passando il sacro ponte che ha, ai bordi, in estasi divina, gli angeli della scuola del Bernini, mi sono trovata in una baraonda di borse firmate e false e paccottiglia e robaccia varia venduta da gente di tutti i colori e senza permessi. Non un vigile, per carità, e il sindaco Marino cieco e sordo, solo l’attesa, spruzzata come barbiturico, di un mondo migliore, di civiltà e legalità (come dicono ai telegiornali e nella canzone di Lucio Dalla). Cammino e, sconsolata, penso a che cosa direbbe l’imperatore Adriano (animula vagula, blandula, hospes, comesque corporis…) se si svegliasse dal sonno eterno in cui dorme nel suo gran mausoleo e vedesse quel suk indecente e indegno della Città Eterna. Che desolazione! Tornerebbe a dormire il sacro sonno, il grande imperatore. E mentre penso questo pensiero, mi pare, d’un tratto, che anche gli angeli del ponte, stufi dell’orrore, se ne stiano volando via, frullando l’ali bianche, nel cielo turchino, stirato, nuovo, bello come è bello il paradiso…


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