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domenica 21 dicembre 2014

Buon Natale, sotto il cielo stellato di Betlemme

Di bennibags, in questo Natale che, per me, è arrivato domenica per domenica, nell'avvento dei bei ceri accesi, ne sono state, diciamo così, liberate assai e mi pare, un poco, di sognare al pensiero che a farle tutte quante (di tanti pacchettini che ho fatto) sono stata proprio io, io che per trenta e più anni ho soltanto usato le mani per pestar su tasti di macchine da scrivere e poi pensato e poi scritto pezzi bellini o anche no per quotidiani e mensili e anche settimanali. Ora et labora, mi dico, nel silenzio mio foderato di preghiera, mentre l'allegro piedino della mia Necchi bianca corre, nel suo rotondo su e giù, sui margini dei tessuti fioriti che sono anima del mio cucire. Ed è nella loro pura bellezza che ritrovo, nel baciare l'armonia delle fantasie, quel cosmo rotondo che mi arde dentro. Ecco, son le bennibags respiro del mio cosmo e, a modo loro, se ne vanno per il mondo regalando un poco di me e del mio lungo cammino ad altri viandanti che, come me, se ne van da soli picchiando all'uscio della verità celeste... nel mondo, io, ma non del mondo.
E mentre penso tutte queste cose, pestando ancora una volta su tasti che portan sul dorso le lettere dell'alfabeto, sgorga in me l'augurio a tutti voi di un buon Natale, sotto le stelle di Betlemme, nella contemplazione silente e lucente del Bambino che nasce; e noi, lì pure, come pastori e angeli insieme, nel respiro del mistero.

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