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sabato 6 dicembre 2014

A little meeting


Chiamo queste due bennibags "cinesi" perché sono state comperate da una cara amica cinese che saluto da qui
Al numero 34 della Via Gregoriana in Campo Marzio, voluta da Papa Gregorio XIII per far salire i romani fino alla Trinità dei Monti e anche, vivaddio, al Pincio, ieri e per tutto il giorno, sono ritornata, con gioia, come a scuola per imparare che cosa sono i social network (io che li mastico a fatica) e come fotografar meglio le mie bennibags (io che a ogni scatto sudo freddo e mi sento come un elefante in una boutique), per conoscere il bel mag online Cosebelle e per scambiare qualche idea con altri (quasi tutte altre) che, come me, amano cucire, far figurette in Fimo, lavorare a maglia o all’uncinetto, realizzar gioielli e mille altre artigianalità che non sto qui a elencare. Dunque, eccomi lì, in veste di “signora bennibags” all'incontro che non a caso di chiama  “A little meeting”, organizzato (con brio e professionalità da Cristina e dalle sue ragazze in fiore) dal bel sito internet http://www.alittlemarket.it/landing.html (dove ho aperto il mio negozietto online); eccomi lì, una tra tante, a prendere appunti dai relatori, tutti giovanissimi, e in grande sprint, luci dell’alba della rinascenza in questa Roma un poco cupa, nonostante il bel sole mattiniero, una Roma amata, ma ancora sgomenta per i tanti scandali che deve subire. Mi illumina il fotografo Francesco Ormando, che ci ha insegnato come la fotografia (che, come si sa, è parola greca) è disegno della luce e più luce c’è, prima si scatta, dopo aver bilanciato il bianco per evitare che tutto sia arancione. Mi illumina, dicevo, quando dice che una foto racconta una storia. Eh già, ha ragione lui, e mica servono, come pensavo io, solo le parole… Una storia la racconta anche Enrica Crivello, social media manager, deliziosa nella sua grazia tutta femminile: la storia di una signora bennibag xyz che deve imparare a usare Facebook e Instagram per vendere le borsette sue nel mare magnum del web. Ora, tornata a casa, mi pare il tempo della mietitura. Non so bene che cosa ne verrà, ma un grazie lo spendo perché ieri, se non altro, mi pareva di essere tornata al Mater Dei e saluto, da qui, tutte le creative presenti che, a modo loro e senza saperlo, sono state, nel sorriso ironico del dopopranzo, quel che erano a suo tempo, per me, Francesca, Lydia, Valeria, nel mio tempo perduto, al Mater Dei in Piazza di Spagna, a un tiro di sasso da Via Gregoriana… 

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