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lunedì 10 novembre 2014

Il gabinetto del sindaco

Vorrei, questa mattina, dir di bene perché, ieri, la visita mistica che ho fatto con una certa persona venuta dal freddo, è stata una gran sorpresa per tutte e due e una sorpresa bella, bellissima nel fiume che ci conduce tutte e due, vestali, nel fuoco acceso. Il ricordo degli occhi grandi e celesti e tutti quanti attenti che seguivano le mie parole sarà custodito nella mia fiamma e mai, tra tanti che ho guidato tra la colonna Traiana e Sant’Ivo alla Sapienza ho trovato uno specchio di me di qualche tempo fa, quando ancora cercavo la porta stretta per passare e il lungo cammino era di sassi ed erbe e ancora tutto da percorrere…

Vorrei dunque dir di bene se non fosse che, ieri, mentre aspettavo la mia ospite a un tiro di sasso da Piazza Venezia, per caso ho fatto due o tre passi lungo la Via di San Bernardo e ho trovato, buttati, dei cartoni grandi e due sedie con le gambe mangiate dalla pioggia e poi tante bottiglie, buttate qui e lì e le scritte orrende dei “writer” (lodati, e mi pare di sognare, nelle pagine culturali del Corriere della Sera, in un articolo dell’inserto Lettura che, spiace dirlo, è fatto tutto quanto, secondo me, con i piedi e a gambe per aria…) persino sulla porta della Chiesa della Madonna del Rosario. Ma che cosa fa questo Marino, dorme? Mi sono detta e intanto tornavo sui miei passi e mentre, seduta sotto la Colonna di Traiano, aspettavo vedo un certo signorino color cioccolato che fa i suoi bisogni proprio lungo la via di San Bernardo, incurante della signora che passa alzando un braccio per mandarlo a quel paese… Mi alzo, vado dai carabinieri in congedo che fan la guardia alle iscrizioni della colonna Traiana, distesi ora sono credo due mesi, verso la Basilica Ulpia. Protesto, dico la mia e quelli: “Non è di nostra competenza”. E mi consigliano, non so se per davvero, per celia o per togliermisi di torno, ma certamente ingamberandosi in un allegro quiquoqua di chiamare il “gabinetto” del sindaco… 

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