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giovedì 13 novembre 2014

Attrici metropolitane

Un giorno sì l’altro pure, per motivi che non sono di rilevanza e notizia, mi capita di passare sotto alla gran mole della Colonna di Traiano che, pur intitolata al grande imperatore spagnolo morto nel combattere i Parti, reca sul capo la statua di bronzo del pescatore galileo che divenne il primo Papa. Ero lì, dunque, verso le nove e mezza del mattino anche lunedì scorso, quando, da Via di San Bernardo, vedo arrivare, in passo di danza, una graziosa ragazza di etnia rom, vestita però di stracci vecchi, color deprimenza, il bel viso raccolto intorno a un fazzolettone color pavimento sporco. Reca in mano, la giuliva donzella, non un mazzolin di rose e viole (come pure le donerebbe) ma una bigia stampella, alla quale, manco a dirlo, non si appoggia punto, non avendone affatto bisogno...

La osservo, nel suo camminare leggiadro, al pari della ragazza di Ipanema, ammirandola persino, poi, d’un tratto, non la vedo più. Siccome ho poco da fare nella mia attesa e gli occhi, il terzo pure, sempre svegli, decido di alzarmi e scoprire dove è finita l’apparizione. Oh perbacco, mi dico, mentre la ritrovo, invecchiata di cent’anni, lunga distesa e faccia a terra, proprio ai piedi della colonna, a caccia di elemosine. Trema tutta, come fosse la sorella maggiore di Matusalemme, e, con il viso nascosto e quei panni stenti par proprio una vecchierella, di quelle indifese che vorresti portare a casa e alla quale serviresti un bel piatto di minestra calda. Dimenticavo, anche la stampella è lì a far bella mostra di sé, casomai qualcuno pensasse che sotto a quel foulard si nasconda non la mite vecchierella, ma una ventenne piena di salute, che sa tremar come una foglia in autunno, attrice lei, molto di  più di Marylin Monroe! Inganna, forse, i passanti, ma non me. E non, di certo, la signora che passa or ora, col piglio dell’habituée, e che, scivolandole davanti le dice: “Oh sei già sul posto di lavoro, puntuale come sempre, meglio di me che sono già in ritardo…” Rido io, ride lei e forse anche, là sotto, la nostra vecchierella… 

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