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mercoledì 8 ottobre 2014

Due pappagallini poliziotti

C'è nel mese di ottobre un qualcosa di sacro nel pulviscolo d'oro acceso che annega l'aria, riempiendola di presentimenti c'è un tanto di divino nel cielo stanco che sembra prepararsi, dopo le infuocate veglie estive, al raccoglimento dell'inverno, nel manto della sera lavato dagli angeli. C'è nel mese d'ottobre come il presagio di un pensiero ancora tutto quanto nell'uovo primordiale che prende tempo a dischiudersi nella rinascita della verde primavera. Nell'ovo pensoso e d'oro dell'autunno io, per grazia mia ricevuta, me ne vado, sovente, in giro per la Roma che amo e chiudo gli occhi ai tanti, troppi obbrobri che sono spettacolo indecente nella Città dei Cesari, sgovernata in un disordine che a volte mi par voluto.. . Ci sono bottiglie di birra poggiate sui muretti, in fila, e sui davanzali delle finestre al pianoterra, come le ten green bottles di cui cantavo, bambina, con la mia Jane degli Antipodi. Ci sono le bottiglie e c'è molto altro di cui non scrivo perché la penna trema di sgomento e le parole non vogliono punto farsi pietra di scandalo in questo angolo piccolino della mia anima.
Vado, dunque, sovente, passeggiando tra i Monti e l'Esquilino, nel respiro del mio cosmo rotondo. A volte, scendo poi verso il centro e cammino a passi di fuoco acceso lungo la Via Nazionale a cercare, mettiamo, i pantaloni per chi mi è caro o un pensierino per un bimbo che ora, nel canto del suo arcangelo, compie un anno appena. Vado, dunque, e d'un tratto, sono lì che tento di attraversar la strada all'altezza di Palazzo Koch che è, in forma e dimensioni di fortezza,  la Banca d'Italia, e metto un passo sulle strisce e lo ritiro perché macchine e motorini filan lisci  e sembran non vedermi punto, Provo, riprovo. Nulla. D'un tratto, dall'alto della strada piemontese, altezza San Vitale, ecco venir tre automobili dai vetri bruniti, in corsa matta, con tanti motociclisti fischiettanti al seguito. Mi fermo, mi impenno, torno sui miei passi e mentre quelli passano rombando nel fischio dell'allarme, gli inquilini di un palmizio di fronte a Bamnkitalia (che sono due pappagallini brasiliani, verdi come verdi sono i miei pensieri) prendono a gracchiar forte, anche loro in allarme, come stipendiati dalla polizia, e gridano forte i due uccelletti, a petto pazzo, perché passa il mondo importante nelle macchine brunite. Fischiano i poliziotti, rispondono i pappagalli. Il corteo di macchine con gli occhiali da sole è già su Magnanapoli. Tacciono i pappagallini stracchi e io finalmente posso attraversare...
bennibag con fatina bionda

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