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mercoledì 4 giugno 2014

Il re è nudo


Per me la sfilata del due giugno lungo i Fori Imperiali è stata tutta nella nebbiolina vischiosa che scendeva sul Rione Monti al passaggio a schiaffo delle Frecce tricolori. Patriottica, nelle mie private stanze, lo sono fino all’osso, ma mi viene il magone al pensiero della mia Italia dove, nella Reggia di Caserta (così ho appreso oggi da “L’aria che tira”, un programma della Sette) si accampano stranieri senza fissa dimora, dove i visitatori sono poche migliaia a petto dei milioni che, ogni anno, vanno a Versailles. Mi viene il magone, dicevo, nel guardare (come ho fatto) il video di certi ragazzi che, nelle magnifiche fontane della villa dei Borboni, fanno i tuffi e il bagno, sotto gli occhi dei guardiani che – come ha spiegato il giornalista – dicono di avere il compito di guardare (appunto) e non di intervenire. E allora, mi dico, a che cosa serve mostrar quelle ministre in ghingheri che, al posto di uno sguardo solenne, patriottico, si fanno un mucchio di risatine come fossero scolare in gita scolastica…
Ma vabbè, mi sono svegliata brontolona perché io, l’Italia, la amo davvero, tutta quanta, dalle Alpi del Macongranpenalerecagiù (che ho scoperto con dolore, a scuola, non si studia più…) fin sulla punta della bella Trinacria, e siccome so, perché lo so, che bisogna guardare chiaro all’oro dell’avvenire, racconto, per mettere un pizzico di zucchero nell’amaro che ci circonda, una storiella che mi è capitata in mano proprio il due giugno, mentre me ne stavo a casa di un’amica che di anni ne ha quasi il doppio di me e la testa più lucida dei pomi d’ottone in casa di chi so io. Insieme, guardiamo la televisione ed ecco comparire il Presidente Napolitano, in automobile, a salutar la folla. E arriva, di corsa, in volo di farfalla, la pronipotina, e, con l’indice puntato, strilla: “Nonna, guarda, il Re!”.












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