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sabato 31 maggio 2014

Tutti da Banfi al sabato sera


Oggi, vado fuori tema e passiamo dal mio piccolo mondo a quello più grande, e grande grande, dove siamo tutti camminanti e pellegrini per le strade, tante, che sappiamo trovare, col sestante (almeno io) del divino dentro. E pensavo, dopo mangiato, nel tepore assonnato del dopopranzo che in quel film bello e terribile che è Chinatown, il vecchio Noah Cross dice a Gittes che, se uno dura a lungo e abbastanza – monumenti, politici e puttane - poco importa, tutti col tempo si diventa rispettabili. Vero, verissimo. In fondo, se ci pensate bene, pareva la Lady D. sarebbe stato un ciclone che avrebbe spazzato via l’Elisabetta e i suoi e, invece, è stato il contrario e la Corona e l’eterna Elisabetta resistono nel tempo e Lady Diana è stata sostituita dalla Midlleton che non ha neppure i quarti di nobiltà della Diana.. Così va il mondo e così lo raccontiamo. Mi è venuto in mente tutto ciò perché, al sabato sera, un certo amico mio che, ma sul serio, ha letto (e capito e digerito) almeno un diecimila libri, al sabato sera, dicevo, si vede, cascasse il mondo, i film di Lino Banfi, nella serie che va in onda su Iris, E vai con i Cornetti alla crema e con il commissario Lo Gatto e, vi posso assicurare, che il mio intellettuale dal naso fino, si fa grasse risate e se la gode come mai avrebbe fatto quando i film erano ancora incartati nella velina e Lino Banfi con i capelli di trent’anni fa.

E ha ragione, dico io, perché me li vedo anche io, se posso, i film di Banfi e mi sono vista anche un’intervista del nostro Banfi che solo a guardarlo viene la simpatia a fior di pelle. Raccontava del nipotino, figliolo di sua figlia, che appena dodicenne, alto a pennello, con un paio di occhialini da intellettuale più intellettuale del mio amico, alla domanda vorresti fare una particina in una fiction di medici e famiglia, rispose – e cito Banfi – “sfilandosi gli occhiali come la Orsomando, va bene, fatemi leggere…”

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