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mercoledì 5 marzo 2014

Il latino di Lulù


Fino a poco fa, mia zia Antonia che ha, come si suol dire, le mani di fata e delle fate gentili anche il pensiero e la pettinatura in forma di azzurra ala di corvo, radunava in casa sua, mi pare proprio al mercoledì,  le nipotine, figlioline tutte quante delle nipoti (essendo lei nonna di un solo bambinetto di nome Paolo) e quindi figlie delle sorelle (due) e apparecchiava un atelier per orsacchiotti e bambole dove si cucivano, per pupe e peluche, tutine e bluse e gonne a ruota con i ritagli delle stoffe fiorite avanzate dai lavori grandi. E le bambine, tutte quante, zitte composte e serie serie, col loro lavoretto in mano che era una gioia starle a guardare. E persino la Lulù, piccola così, che da poco ha compiuto i sei anni ed era, mi diceva la zia, la migliore di tutte e un asso nell’attaccar bottoni in un miomao e senza pungersi le dita. Durante le sedute sartoriali, tra un silenzio e l’altro, la voce della zia raccontava qualche storia, ma solo se la Lulù lo permetteva che a volte, infastidita, diceva: “Mi devo concentrare, puoi stare zitta per piacere?”. E si rimetteva a lavorare. Così, senza storie, tutte di nuovo a infilar aghi a far la filza a cucir balze e orli, non un fiato. Zia Antonia con un risolino, a fior di labbra, da tener nascosto, nell’osservar il capino della Lulù tutto quanto chino, arrotolato nel bottone suo. Il laboratorio artigianale finì, credo, nel mese di settembre dell’anno appena consumato proprio perché la Lulù, con le due sorelle grandi e papà e mamma, andò a vivere in Olanda perché qui in Italia, come si sa, le cose van di male in peggio. Il broncio lo aveva, la Lulù, ché dovete saperla patriottica e tutta quanta tricolore. E la zia per addolcir la pillola, come facciamo noi grandi senza ricordarci di come si sentivan le cose nell’età verde: “Pensa che bello, imparerai l’inglese e anche il francese e un poco d’olandese”. Poi, in un sospiro: “Peccato solo per il latino…” La bimba, lingua pronta: “Ma io il latino lo so già: habemus Papam!”. E via, di corsa, verso l’avvenire. 

1 commento:

  1. Che bello! :)) facile come attaccar bottoni!
    Ti abbraccio Ester e ti auguro una serata serena Rita

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