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lunedì 10 febbraio 2014

Cieli turchini

Sarà che piove e piove e piove e il cielo pare fatto di ragnatela; sarà che non mi va quasi più di accendere la televisione e di ascoltare un telegiornale perché sono stufa, in un mazzo, di tutti quanti, Renzi e Letta e Monti e anche Grillo, con tutto il loro agitarsi e poi il latinorum d’Azzeccagarbugli sulle riforme che serve, dico io, a confonder l’acque e a non combinar nulla; sarà che mi annoia, al quadrato e anche alla terza, lo spettacolo dell’umanità, che in fretta e in furia, col cellulare all’orecchio per non sentir l’armonia celeste, non sembra curarsi più della vera vita che pure, ignorata, magnifica e potente, li percorre nel lume sempre acceso dell’anima; sarà perché mi par di vedere, chiudendo gli occhi, il mio Belpaese, che – bello come non lo sono gli altri e mettiamoci pure un punto fermo - non lo merita proprio - in croce, sarà che a Bologna, leggo, si fa la coda per ammirare (per carità, lo merita pure…) la ragazza con l’orecchino di perle di Vermeer, mentre si contan sulla punta delle dita i turisti che vanno ad ammirare, per dire, il Giardino di Livia a Palazzo Massimo alle Terme.
Insomma, sarà per tutti questi motivi e altri ancora che preferisco tener chiusi nella mia benniposh, ma mi è tornato in mente che, ieri mattina, presto nel profumo dell’aria bagnata, me ne andavo alla messa delle nove alla Chiesa della Madonna dei Monti e ho incontrato un certo vicino di casa che sembra uscito diritto da una satira di Marziale, tanto è romano autentico, e pure monticiano. Che fa, che cosa non fa, alla fine viene anche lui alla messa e così percorriamo, due ombrelli a passeggio, insieme, un tratto del Boschetto e facendo un bell’elenco colorato di quel che ci va e che non ci va. E siccome dir su del mondo storto è cosa da nulla e riesce a tutti bene e benissimo, ma più difficile è imparare a riderci su, ad accettar l’avanzo, a metter in bocca frumento e zizzania, ecco come è riuscito, il mio vicino, a strapparmi una risata che ha messo, in un fiat, la noia nel congelatore, aprendo cieli turchini. “Oh – mi fa – nun se la prenda troppo che sti qua nun sanno né parlà né stasse zitti". E amen.
Girgolu mio...
  



1 commento:

  1. Ciao Ester....piove e piove e piove anche qui e non solo, poco fa scendeva a secchiate acqua e neve e io sono proprio triste perchè mi manca quel cielo stirato dagli angeli che sai. Difficile vedere il bicchiere mezzo pieno e difficile anche ridere di tutto (come invece siamo abituati a fare...vedi striscia......) Ti abbraccio sotto l'ombrello rimandando a poi altre parole, quando verranno Rita

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