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lunedì 27 gennaio 2014

I giorni della merla

Fa un gran freddo in questo scorcio di gennaio che pattina - o almeno così lo vedo io con gli occhi dell’anima - in berretto e muffole, la sciarpa rossa al vento, sul lago ghiacciato di Dobbiaco che mi fu caro per un’antica passeggiata tra i cavalli selvaggi, nel gelo bianco dell’inverno profondo, con Mahler nel cuore, fianco a fianco dell’uomo che ho scelto per compagno di vita e che ancora, e quanto ringrazio, mi è vicino e caro. Erano tempi, quelli, ancora italiani e si pagavano gli sci a nolo con le lire agli altoatesini che l’italiano lo parlavano sì e no, ma tanto fa, i canederli sono buoni e anche gli gnocchetti di spinaci conditi con lo speck…

Fa un gran freddo, in quest’Italia che sembra dibattersi in una strana crisi che pare non finire mai, mentre la colombella bianca del Papa finisce tra le grinfie di un corvo nero e poi, pluffete, in pancia a un gabbiano, l’Italicum potrebbe pure fare la fine dell’Italicus e persino Massimo Ranieri, e lo dico con il cuore in terra, delude (almeno la sottoscritta) duettando con chi non lo meriterebbe. E nomi, badate bene, non ne faccio ché seguo il detto latino del dicere peccatum non peccatores. Insomma sono qui e non so che cosa fare; se uscire nell’ovatta fredda a comperar panis e perna oppure se restarmene in casa a cucire una bennibag e mentre penso e ripenso e srotolo il pensiero facendone altri quattro, dico garrula, in passo di danza, e anche un poco professorina, a mio marito: “Lo sai, questi sono i giorni più freddi dell’anno e sono i giorni della Merla…”. E lui, che è già immerso nel lavoro, in un grugnito: “Meglio i giorni della merla che i  soliti giorni di mer…” 
Nel mio cuore sabino...

1 commento:

  1. .......con questo freddo...una bella doccia fredda era proprio quel che ci voleva :) :) :) così, giusto per decidere al volo se cucire la bennibag o uscire per il pane....

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