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martedì 3 dicembre 2013

Di Balotelli e del Rinascimento

E per fortuna che nel 787 dopo la nascita di nostro Signore c’è stato, a Nicea, un Concilio di vescovi santi che ci ha salvato dagli iconoclasti ché altrimenti non avremmo avuto, nelle nostre Chiese, Basiliche, Pievi, né Piero né Mantegna né Domenichino, e avremmo avuto luoghi santi tristi come sono, per me - con rispetto parlando - altre Chiese, vuote di sguardi angelici e sacri, in una malinconica solitudine riempita solo dai fedeli loro che, come si sa, sono di quaggiù...
Evviva Nicea, dunque, ed evviva la professoressa Michelina Tenace, della Pontificia Università Gregoriana, che, ieri pomeriggio, nell’ariosa aula magna dell’Ateneo ci ha raccontato, durante il bel convegno “Per istruire, ricordare, meditare e dare frutti”, questo e molto altro, mostrando tutta quanta la differenza tra quel Concilio lì, nella protostoria in gloria del Cristianesimo, e quello di Trento (del 1563), quando la Chiesa dovette ben trovare il modo di difendersi dalle spinte luterane e dalle sue Riforme. E vi riuscì, anche grazie a Pippo Neri, a Ignazio, a San Camillo.

Io, con molti altri, sono lì, tutt’orecchi perché faccio tesoro del sapere altrui che diventerà parole mie, durante le mie Passeggiate Romane, che sono il mio vivo grazie per il dono e condivisione con chi, con me, ha voglia di trovare il fil d’Arianna nascosto nel mistero. Sono lì, dunque, e osservo attenta ciò che accade nella sala, gli sguardi dei presenti e l’occhio mio vola da questo e da quello e vedo, d’un tratto, un sacerdote di colore, chino sul suo taccuino, armato di una penna rossa. Lo vedo e penso all’Africa per come la conosco io e quanto difficile deve esser per lui capire che cosa fu il Barocco e che cosa anche il Rinascimento. Lo guardo, in ammirazione, mentre mi viene in mente, perché il pensiero vola, che qualche giorno fa, alla televisione, ho visto un bel servizio sul Burkina Faso e a un certo punto è stato intervistato un allenatore di pallone e gli si è domandato di Balotelli e se è, quel calciatore, un mito per i ragazzi di laggiù.  Ha scosso il capo, serio serio, il coach, e ha detto, chiaro chiaro, che Balotelli non è un buon esempio di comportamento per i suoi ragazzi… Sì, ora lo so, è facile, per il mio sacerdote capire che cosa fu il Rinascimento siamo noi che ce lo siamo dimenticati.


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