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domenica 17 novembre 2013

Ad gallinas albas

Un impegno, al sabato sera, lo avevo, in casa di certi amici che han cane e figlioli e sanno creare, in cucina, una tavolata calda, d’una volta, nella simpatia semplice, genuina dell’olio nuovo che, verde com’è, torna ad essere, nel suo bel bicchiere di vento, il sugo sacro del sacro albero ai romani, che ho ritrovato, sano e d’argento, nella terra  sabina. L’impegno, però, era alle sette e mezzo, o scusate, alle otto, ché il giorno successivo, di domenica, il padrone di casa (il festeggiato) aveva da fare i casi suoi, con l’oro in bocca della mattina in fiore. E, dunque, sistemata la famiglia, mi sono ritrovata con il sabato pomeriggio tutto per me, da spendere in quei viaggi che sono il sale silenzioso della vita vera. Almeno della mia. Così me ne sono ritornata a Palazzo Massimo per andare, al terzo piano, a respirare nel paradiso terrestre di Livia, come se fossi, io pure, seduta con l’imperatrice nella villa sua ad gallinas albas, assistendo, io pure, al segno numinoso che fece dei consoli imperatori e pontefici massimi.

Ma vado a piedi e salgo l’ampia scalinata, perdendomi, sola soletta, nelle stanze piene di bellezza. Il tempo ha messo i freni e indossato la sua tunica divina. Lontane sono le cure quotidiane, perduti nel mondo i pensieri del piccolo ego, che si inseguono, annodati in sarabanda diabolica, a far da benzina all’inquietudine, come sapeva bene Carlo Michaelstaedter. E cammino, tra i visi di marmo dei Cesari e delle loro signore, eleganti nelle pettinature di moda, a riccioli, a cercine, divisi in bande alla maniera di Ottavia. Cammino, a lenti passi, e la bellezza è dentro e fuori. Cammino tra l’Ermafrodito dormiente e la fanciulla di Anzio e d’un tratto, due occhi chiari, immersi nel mistero, mi chiamano da lontano. L’anima palpita mentre lo vedo, bello, di bronzo, gli occhi di luce e d’ombra insieme, e veri. Due passi e sono ferma in tenero e muto conversare.  In lui,  il mistero notturno che ancora ci possiede, in me la gioia del paradiso ritrovato…

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