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mercoledì 2 ottobre 2013

Viva Napoli!

Esco di rado, la sera. E dormo presto, rapita nel silenzio che amo. Nel sonno, che mi guida, ritrovo il mio centro e il sentiero chiaro,nel bosco, ma ieri sera, con mio marito ci siamo ritrovati a Via Margutta, che è di Roma l’anima buia, distesa com’è, placida e serena nonostante la crisi e Letta e Berlusconi, sotto al verde, credo, di Villa Borghese. Eravamo invitati - lui, almeno e io lo accompagnavo – a una cena vegetariana in onore di una certa associazione animalista, nel giorno del compleanno di Gandhi, che è, per loro, Mahatma e maestro. C’era infatti anche il vice ambasciatore d’India, ma il nome non lo ricordo e non lo domandate…

Seduti a una tavola apparecchiata con gusto moderno, arrivano le pietanze tutte veg, porzioni piccole e colorate in certi piatti bianchi grandi come tante lune. I commensali piacevoli e si parla, come si deve, di questo e di quello, nei piccoli conversari quotidiani che restan sulle nuvole per non ferire nessuno. C’è una bella giornalista della Vita in diretta e ci sono due simpatiche signore dell’ufficio stampa e altri, laggiù, con i quali ho parlato poco, e c’è anche un beagle che dorme mentre noi mangiamo. Si parla di tutto e di nulla, con quella riservata mondanità in stile comunità europea che mette le manette alla spontaneità. Finché però, e l’ora si  è già fatta piccola, il discorso, sia come sia, scivola su Napoli. E Napoli, che pure vive sotto un Vulcano nero, allarga i cuori e nella risata ritrovata, genuina, vera, grande, un simpatico signore racconta di lui che camminava con un amico sul marciapiedi napoletano, andando per i casi suoi, e sente un clacson suonare a campanella e dai e dai finché non si volta: e c’era una macchina proprio sul marciapiede che chiedeva strada a lui e dentro un automobilista inferocito, con un bel paio di corna sul cruscotto… Viva Napoli! 

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