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mercoledì 11 settembre 2013

Un'altra vita

Col mio bel paniere colmo, tornavo da un supermercato che sonnecchia ai piedi dello splendore di Santa Maria Maggiore quando mi sento chiamare: “Ester”. Mi fermo, mi volto e che piacere, penso, è Elena, una vicina di casa, la prima che ho conosciuto quando, con Leonardo in collo (e lei con due che ora stan finendo il liceo), mi sono ritrovata in un Rione tutto nuovo e, allora (e ora non più), condito alla romana. Ma tu guarda, le dico, che combinazione, proprio l’altro giorno ti pensavo per aver visto un bel film dove c’eri tu, in boccio, e brava, bravissima in forma di attrice, come ti conosco. Altroché Scarlett vattelapesca, l’americana che firmava autografi a Venezia, con quel bel viso da banana! La mia Elena, sullo schermo, diventa, se possibile, ancor più viva e, vera com’è, si trasforma in un’altra, nello spirito acceso della vera vita che tutto anima e trasforma. “Oh quella – mi dice – è un’altra vita; non son più io, capisci”. Che peccato, penso e lo dico e lei, a me: “E tu, i tuoi racconti, li scrivi ancora, mi piacciono tanto. Dimmi, hai pubblicato?” Vorrei dirle anche io che quella mia è un’altra vita, che da anni, seguito, nel mio silenzio d’oro, a scrivere i miei racconti, ma li mando solo a certi concorsi provinciali che trovo sulla rete, che a volte li vinco e a volte anche no, ma non importa, che non sogno più di essere scrittrice. E mentre lei mi dice, no, devi pubblicare per aiutare gli altri, come me, che dalla tua penna traggono divertimento e conforto e una risata, mi viene in mente che Dolores, la mia Dolores Prato, pubblicò a ottanta anni suonati il suo “Giù la piazza non c’è nessuno” con Einaudi e che, in redazione, c’era Natalia Ginzburg la quale, in funzione di editor, lo tagliò, spietata, e lo ricucì a modo suo, con gran dolore di Dolores che, poco dopo, ne morì. Per anni ho cercato dai miei amici librai antiquari una copia di quell’edizione da mettere a confronto con quella pubblicata integrale e poi da Mondadori. Invano. Ma nelle lettere di Dolores ho ritrovato tutta la rabbia, lo scoramento, l’incomprensione che provò lei e che sono stati miei compagni per tanti anni e ora non più, nell’ironia del gioco delle parti di società che è, suo malgrado, Madama letteratura… 

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