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giovedì 22 agosto 2013

Odor di Sardegna

A fine agosto a Cala dei Gigli era tempo di pioggia. Tavolara indossava il suo cappelluccio di nubi sfilacciate, l’aria si faceva umida, carica dei sospiri dei Santi, e aghi d’acqua cadevano fitti  per ore, innaffiando quel verde riarso, ubriaco di sole e di canicola. Corbezzoli, mirti, ginepri, olivastri ringraziavano il cielo in tabarro liberando odori e profumi che io, bambina, respiravo come rinata, appena uscita  dall’uovo di Dioniso.

Passavo, la finestra aperta sull’acqua, lunghe ore per me piene di Marigold e, più avanti, di Nancy Drew e delle boarding school di Enyd Blyton dove si consumavano le avventure di Elyzabeth e di altre come lei e come me... Leggevo, leggevo, leggevo, perduta in altri mondi, a volte in danza, nell’isola del Principe Edoardo, altre volte nelle tristi brughiere inglesi, sempre, tutta quanta, immersa in storie che somigliavano alle mie.
Compagnia, non ne cercavo, che eran vive, per me, quelle amiche di carta e fu allora, credo, che seppi (ma non lo sapevo), di dover diventare un giorno Ester, come Anna fu Neera e Mila, Luisa. E’ nello scriver profondo il mio sentiero nel bosco; nelle  umili parole d’anima la mia verità, lontana dal mondo, nel respiro odoroso di Cala dei Gigli… 

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