Pagine

giovedì 8 agosto 2013

Mogli romane

Un uscio nero come il peccato, serrato con un catenaccio, divideva, a San Giuliano, il casolare color rosa pallido di nonna Stella dal giardino verde che si annunciava già nel portico, anch’esso smeraldo di piante.  Quell’uscio di liquirizia, un Ercole in prigionia, diventava delizia di casa nelle serate d’inverno quando  noi piccoli Ponti, tutt’intorno alla tavola, consumavamo la minestra in brodo della Lilli nei piatti fondi apparecchiati contro il legno scuro a sembrar cornicette di un quaderno di prima… Erano, quei piatti, una grazia, una grazia ancora viva nel mio ricordo. Recavano, sul bordo, un girotondo di foglie in forme diverse, come mosse dal vento. Verdi, le primaverili e color sabbia quelle autunnali. Ardevo per conquistare il piatto della bella stagione e mentre, con il cucchiaio nella destra, sollevando con la mano sinistra la coda del piatto,  finivo l’ultimo goccio, ascoltavo, muta, i discorsi dei grandi pieni, per me, di mistero, nel manto dell’ignoto steso, allora, sul mondo di mamma e papà. Mia madre parlava e parlava. Delle cugine sue che eran tante ma tante che io non riuscivo a metterle in fila e delle amiche di Roma, che tanta noia le davano per essere così diverse e pianeti dalla Dina e dalla Luisa che erano nate, come lei, a Pordenone e non c’era paragone, per carità, con le romane… Rivolta ai gemelli, diceva: “Mi raccomando, mai mogli romane!”. Dovevan fare come mio padre che, infatti, aveva sposato lei. E alzava l’indice, nel dirlo, e stirava il naso. Ricordo che io, che ero romana, friggevo dalla voglia di correre in bagno a guardar sulla faccia casomai avessi qualche patacca, un’ombra, non so. E a ripensarci oggi, caspita se le hanno ubbidito! Tutti e tre i miei fratelli han sposato chi l’una chi l’altra, ma forestiere, alla faccia delle donne e dei buoi… Marco, poi, che fece l’errore di sposar, in prime nozze, una romana, trovò la seconda sua sposa, la giusta, in un Continente fanciullo al di là del mare, dove la lingua pare uno strascicato e dolce friulano…
quadri, di San Giuliano...




Nessun commento:

Posta un commento