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domenica 26 maggio 2013

Cuore di pizza

Ci sono giorni, e questo è di quelli, in cui mi pare di ritrovare tutta quanta di ruggine la mia anima in volo. Perché troppo pesante e iniquo e vacuo è il sasso dei doveri che mi porto al collo, perché altri – che dovrebbero invece - non vogliono portarne con me il peso. Ed io sono sola… Dicevo, ci sono dei giorni in cui, a chiuder gli occhi, mi vedo camminar, scalza, lungo una spiaggia deserta nei deserti luoghi di Marina dove mi è sorella soltanto la preghiera del pellegrino russo, errante in quelle terre di neve. In giorni come questo mi metto, di solito, a impastare il pane perché è in quei gesti antichi, solenni, essenziali, che mi pare di ritrovare il senso di tutto il furore, il soave respiro del fiume, quel capo del filo che a volte non trovo in rocchetti e spoline...

E mentre sono lì con la pasta tra le dita e i pensieri bassi nel pulviscolo di farina che mi entra nel naso e che ricopre in velo il cotto del pavimento, rivedo, nel suo grande didietro, nella parannanza bianca che spiccava nel blu del grembiule ,la Mimma che non era mamma soltanto per via di quella “i” dispettosa che faceva stringere le labbra, deviando dal vero. Faceva la pizza, lei, per tutti noi Ponti al venerdì sera. Che festa, che gioia! Nel crepuscolo, il forno già caldo ingoiava le teglie che uscivano profumate d’aroma e di buono. E se anche i gemelli, protetti dalla genitrice, tagliavan gran fette per loro, lasciando noialtri, i piccoli, senza, sapevo che in cucina, la Mimma (che era nata anche lei, come me, il giorno dell’Immacolata) teneva in caldo una fetta, piccina, ma tutta per me. Il suo cuore, di pizza, per me.
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1 commento:

  1. .....viva la Mimma!! a volte per rincorrere ciò che non abbiamo avuto, non ricordiamo o corriamo il rischio di non vedere ciò che invece ci circonda e ci da amore.
    Buona domenica Ester
    Rita

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