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martedì 30 aprile 2013

Una Ferrari rossa per il Presidente


Nella vita si possono prender molte strade; alcune  diritte, altre , di grazia, no e altre ancora in tondo come si fa nelle corse delle auto nei circuiti  da corsa  che  piacevano tanto a un certo signore di mia conoscenza che, presto, presto, presto, accendete la televisione che c’è la partenza di Monza… Mi manca tanto lui, punto le macchine schiacciate  sulle loro quattro ruote, in quel rombare forsennato della Formula uno che mi faceva venir voglia di cambiar canale. Ma non fosse mai… Lui, il signore di cui dico, che era presidente e gran togato di questo e di quello, non si perdeva una partenza, per carità, e  se ne stava seduto su una seggiola messa al contrario, il mento appoggiato al colmo dello schienale della sedia come un bambino piccolo... Gli piaceva la Formula uno e la Ferrari e aveva visto almeno cento volte, nella sua lunga vita, “Mezzogiorno di fuoco”. E lo capisco, perché il film è davvero una bellezza e noialtri siam sempre a caccia di un vero eroe, uno che abbia coraggio e il balzo per passar dalle parole ai fatti, anche senza cavallo bianco...
Nella vita, scrivevo al principio, si possono prendere molte strade e quando questo signore che dico io si spogliò della toga e tornò a casa, senza il latinorum e la pompa dell’ermellino, un'altra strada, cerca che ti ricerca, non la trovò. A chi gli domandava che cosa fai ora che sei in pensione, rispondeva: “Cerco parcheggio”. Intendeva dire con la macchina, un buco sotto casa, ma lo cercava, invero, anche per sé. E non lo trovò e ora che è andato via e non deve più pensare al posto sotto casa e nelle stanze sue, lo saluto, con la mano a ventaglio, mentre se ne va via, rombante, in sorriso, verso la sua nuova strada a bordo di una Ferrari rossa, tutta sua e senza bisogno di parcheggio

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