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domenica 14 aprile 2013

Un ciclamino Presidente


Da lontano, perduta nelle selve delle cure quotidiane ascolto, con l’orecchio dell’anima accesa, le notizie alla televisione  - non più in forma di giornalista, ma di donna solamente - e mi pare, nel lume della mia rinata consapevolezza, di vivere nel Paese del contrario dove gli asini volano, i pesci indossano giacca e cravatta e dove il meno è meglio del più. Possibile, mi dico, che Presidente della Repubblica potrebbe essere Romano Prodi? Ancora lui, di nuovo e sempre, il professore che ai tempi chiamavano Mortadella? Possibile? Possibile! e votato persino (così parrebbe) da quei grillini che sono entrati in Parlamento per far piazza pulita, per uscir dall’euro, da quei tipi quotidiani che occupano, ma solo per quattr’ore perché non vogliono (bontà loro) far pagare la bolletta a noi poveri contribuenti, l’aula di Montecitorio. Ed eccoli, patapunfete, a votare un ex DC, uno che nell’euro ci ha messo, promettendoci che, grazie alla moneta unica, niente più crisi nel Paese del Bengodi… Vabbè, buona fortuna, cari grillini, non me ne vogliate, ma almeno spegnete la luce di Montecitorio all’ora che chiama al desio…
Non sogno, sono desta. E vado avanti perché c’è del piccolo e del grande, ma tutto parla del Paese con i piedi all’aria, che cammina sulle mani. Nel piccolo, ecco il ragazzo, il bel ragazzo, di uno spot di una marca di saponi e creme (che uso anche io) che, pur di far, la notte, le ore piccole, usa il giorno dopo un correttore per occhiaie. Ma, dico io e mi par di esser tramutata in Mimma, la notte è fatta per dormire e se si dorme le occhiaie non ci sono. Semplice, no? Ma basta con le filippiche e le catilinarie ché tanto il mondo corre dove ha da andare e non saranno certo le cento e più mie parole a fermarlo. In più, ora che ci penso, a me, al pari (non per vantarmi) di Eraclito, di Presidenti e presidenti non mi importa un baffo e poi devo dare un poco d’acqua al ciclamino che mi ha donato, anni orsono, Carla e che, da qualche giorno, nella rinata primavera, è tutto rosa di vita; lui, nella corrente del mistero che è mia e vostra, dei grillini e anche, vivaddio, di Prodi… 

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