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lunedì 25 marzo 2013

La Rinascente a Roma


Camminando, come si suol dire qui da noi a Roma,  in centro (cioè tra Via Condotti, Piazza di Spagna e il Corso), oltrepassato cioè il tunnel che fa baciar nel buio Via Nazionale e Via del Tritone, cucendo il  “mio” centro - che ha per cuore e anima Colosseo e Foro Romano - mi accorgo, in un sobbalzo, che quasi quasi non la conosco più quest’Urbe. E pensare che per anni, venti quasi, ho fatto la strada, al modo dei somari, per raggiungere, dal Boschetto, il terzo piano del gran Palazzo Marignoli, nel traffico d’auto e autobus, di Piazza San Silvestro… Vabbè, acqua passata nel fiume della vita. Ora, mi par di andare contromano in una città nuova che, nei suoi negozi tutti uguali, somiglia ad altre città che non conosco e dove non sono andata mai. Grande, vetrato, negli spettri che sono manichini vestiti in gran toilette, ecco Zara che ha preso il posto della cara, vecchia polverosa Rinascente. I vestiti, non so, ma il nome, in gloria, “La Rinascente”, come un’araba fenice, glielo aveva dato Gabriele D’Annunzio e fate un poco voi... Vabbè, andiamo avanti. Ecco su Via del Corso cerco Schostal dove mio padre e, prima di lui, mio nonno, comperava mutande e canottiere. Ebbene, via, cancellato forse da Tezenis o Intimissimi o altri negozi che a vederli sono di plastica e non di legno profumato com’era lui, lo Schostal, stirato nelle uniformi demodè delle commesse sue.
Basta con le lagne, bisogna andar a firmare in forma di testimone una procura per un’amica antica che mi è cara come dovrebbero esserlo le compagne di scuola. E mentre attraverso Piazza Augusto Imperatore che ha nel centro la collinetta della tomba d’Augusto, ritrovo tutto quanto l’incanto della Roma sparita nella persona di un certo autista d’autobus che traduce  a fantasia pasquina  un’epigrafe romana  di Piazza del Popolo (spiega lui): “Matri magnae filia grata”. E ora Pasquino: “Che nullo sapete che vordì – fa a un gruppetto d’altri come lui – a madre magna e a fija se gratta….”. Via, per la mia strada nel sorriso ritrovato.

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